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Bufala virtuosa

luglio 26, 2009

Gli esami sono finiti e visto che non ho più nulla da fare, stamattina mi sono dedicato alla lettura del disegno di legge sull’università approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri. La novità più importante riguarda il profondo cambiamento del finanziamento pubblico, che da domani non sarà più un aiuto per far sopravvivere a tutto il loro carico di spese gli atenei, ma prenderà la forma di un vero e proprio “premio” da corrispondere alle università più virtuose. Tralasciando il criterio con cui verrà stabilita questa “virtuosità” che mi sembra del tutto rivedibile, la cosa che mi ha colpito di più è trovare La Sapienza, l’università nella quale mi sto specializzando, fuori dalle quindici migliori. La classifica stilata dal ministero, infatti, premia gli atenei più piccoli, con meno corsi e con meno iscritti, a discapito di quegli altri (sovversivi) che si sono messi in testa di istruire il maggior numero di persone possibile. A questo punto non oso immaginare quale didattica potrà offrire un’università come La Sapienza, la più grande d’Europa, senza più i fondi che gli saranno magari scippati, con tutto il rispetto, dall’università della Tuscia. Con lo specchietto per le allodole della diminuzione delle spese e dello stop alla proliferazione dei corsi si sta dando ancora una volta un colpo mortale alla cultura e alla ricerca di questo paese.

Simone

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