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La verità sull’Abruzzo

agosto 9, 2009

Ad ascoltare i nostri telegiornali sembra proprio che la situazione delle popolazioni colpite dal terremoto dell’aprile scorso sia tornata alla normalità di un tempo. Anzi, sulla scorta delle promesse del Presidente del Consiglio e dei rappresentanti del governo, la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani dipinge, quasi quotidianamente, un futuro più che roseo per l’Abruzzo e la sua gente, con case perfettamente agibili, alberghi della costa lasciati finalmente solo ai turisti e una new town nuova di zecca pronta per il 2013. Peccato però che le cose non stiano esattamente così. Nonostante i fiumi di parole spesi dal governo e da Berlusconi in primis la situazione fra le popolazioni terremotate è, se possibile, addirittura peggiore dell’immediato dopo sisma. Vediamo con attenzione: il 26 giugno il Presidente del Consiglio Berlusconi ribadisce per l’ennesima volta: “Ricostruiremo tutto al cento per cento, le prime e anche le seconde case. Al cento per cento”. Il 9 luglio il premier redige e pubblica l’ordinanza numero 3790 in cui lo Stato garantisce la ricostruzione dell’80% delle seconde case (non il 100%), con un limite di 80 mila euro e solo se la seconda casa è utilizzata a scopo commerciale e non abitativo. I conti già non tornano, ma siamo appena all’inizio. Il 2 giugno, in occasione di uno dei tanti appuntamenti elettorali, il Presidente del Consiglio promette la costruzione dei Moduli Abitativi Provvisori (il famoso piano C.A.S.E.) per 15 mila persone entro novembre. Il bando di gara della Protezione Civile che istituisce il piano C.A.S.E. parla di moduli abitativi per un numero di persone che va dalle 10 mila alle 12 mila. E le altre 3 mila? E ancora: nella stessa conferenza stampa del 26 giugno scorso a L’Aquila, Berlusconi promette: “a settembre chiudo le tendopoli e darò a tutti le chiavi degli appartamenti. Ognuno saprà dove andare. Se non bastano i posti, sfrutteremo case sfitte e alberghi”. Eppure ancora oggi la popolazione sfollata, senza la propria casa a disposizione, ammonta a 49.146 unità (dati aggiornati al 1° agosto). Ma il meglio deve ancora arrivare: il 10 luglio il nostro premier si gioca tutto e va a promettere l’insperato, ciò che nessuno aveva osato mai immaginare: L’Aquila verrà ricostruita interamente, bella esattamente com’era, entro la fine della legislatura, nel 2013. Una promessa straordinaria che, qualora esaudita, lo inserirebbe di diritto nell’elenco dei santi patroni del capoluogo abruzzese. Eppure il “decreto Abruzzo” presentato dal governo, e poi approvato definitivamente dalle due camere, destina un monte-fondi di 3,1 miliardi per la ricostruzione delle abitazioni private, ma che saranno disponibili complessivamente non prima del 2032. E’ fin troppo evidente che la ricostruzione promessa da Berlusconi in 4 anni fa a cazzotti col decreto del governo che spalma i fondi necessari su 23 anni. Il 1° luglio scorso, infine, il governo approva il Decreto Legge “anti-crisi”, contestato oltre che per l’introduzione dell’ennesimo scudo fiscale tremontiano, per il ripristino del pagamento dei tributi per la popolazione terremotata dell’Aquila ed il pagamento delle tasse non pagate, il tutto a partire dal gennaio 2010. Ma come? E i benefici fiscali per i terremotati? Finiti nel dimenticatoio, proprio come l’Abruzzo e la sua gente. Passati nel calderone delle grandi tragedie italiane e scordati per sempre. Perché per noi italiani l’indignazione è come l’orgasmo: dura un attimo e poi…viene sonno.

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2 commenti leave one →
  1. agosto 9, 2009 21:02

    Sono Edoardo Capulli di LEXCIVILIS. Sono da tempo molto critico nei confronti di questo governo, più per le sue politiche che per una mia posizione preconcetta. Considerando che sono passati solo quattro mesi dal terremoto, quello che ho visto a L’Aquila, dove spesso vado per lavoro, è encomiabile. C’è chiaramente da fare ancora la maggior parte del lavoro. C’è un impegno che ragionevolmente nessuno può ritenere esente da errori. Su LEXCIVILIS.it o su Lexcivilis di Facebook o sulla versione de ilCannocchiale, ho messo a disposizione alcuni dati sul terremoto abruzzese.
    Anch’io trovo criticabile la nuova riproposizione dello scudo fiscale. Se non è vero che si coprono le somme sospette di essere provento di crimine, tuttavia l’anomimato anche dei contribuenti non proprio criminali, è cosa orribile. Più che una serie di organiche misure urgenti per l’economia, come ci sia sarebbe aspettati dall’utilizzo di un Decreto Legge, siamo in presenza di una serie di “pezze”. A quando le misure vere? A quando la fantasia di Tremonti-Berlusconi ci farà vedere qualche cosa di diverso di uno scudo fiscale riproposto per la terza volta in otto anni? A quando uno scudo per i cittadini onesti contro la corruzione ed i danni provocati dagli evasori? Su LEXCIVILIS al post (http://lexcivilis.blogspot.com/2009/08/uno-scudo-molto-poco-fiscale.html) alcune informazioni sull’argomento.
    Edoardo Capulli

  2. sim0n3 permalink*
    agosto 11, 2009 21:49

    Edoardo intanto grazie per la visita. Spero anch’io vivamente che il governo metta sul piatto finalmente degli interventi a favore di una popolazione che ha sofferto (e purtroppo sta ancora soffrendo) troppo. Tuttavia non credo che questo avverrà. Ma non perché ho dei preconcetti nei confronti di questo esecutivo (o meglio non solo), ma perché non credo che, a parte le dichiarazioni di facciata, la situazione gli interessi davvero.

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