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La presa in giro del nucleare

agosto 11, 2009

Con l’accordo, stipulato pochi giorni fa, fra l’Enel e la francese Edf, l’Italia ha imboccato definitivamente la strada del ritorno al nucleare. La joint venture fra le due società ha infatti il compito di realizzare degli studi di fattibilità per la costruzione nel nostro paese di almeno 4 centrali nucleari. Il governo Berlusconi su questo punto si è impegnato molto fin dai primi giorni della legislatura e sembra avere con se buona parte dell’opinione pubblica. Quello che in molti ignorano però, è che il ritorno al nucleare non rappresenta la panacea di tutti i mali energetici italiani. Anzi, rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Prima di tutto, non esiste ancora a tutt’oggi un piano convincente di gestione a lungo termine delle scorie. Lo smaltimento, infatti, oltre che un impatto ambientale potenzialmente devastante, implica dei costi altissimi, che nessuna impresa avrebbe il coraggio (o l’incoscienza) di sobbarcarsi. Senza contare che nel nostro paese vi sono ancora 235 tonnellate di combustibile nucleare da smaltire, utilizzato dalla centrale di Caorso prima del referendum che sancì lo stop al nucleare nel 1987. Secondo, non esiste una filiera che non preveda anche utilizzi a scopi militari. Tutte le nazioni che sfruttano l’energia nucleare lo fanno principalmente per migliorare il proprio potenziale bellico. Terzo, le riserve di uranio sono in esaurimento. Alcuni studi prevedono la possibilità di estrarre uranio ancora per i prossimi cinquanta anni. Contando che ne serviranno almeno 15 per costruire e porre in funzione le nuove centrali, è fin troppo evidente che, come si suol dire, il gioco non vale la candela. Da ultimo, vi è anche il problema della collocazione delle centrali: l’Italia, e questo lo sanno anche i sassi, è un paese ad altissimo rischio sismico (la tragedia Abruzzese è ancora viva nei ricordi) e scegliere le zone più appropriate in cui far sorgere i nuovi impianti, non è cosa semplice. Insomma, invece di guardare al futuro e alle energie rinnovabili, il nostro paese torna indietro scegliendo una soluzione senza futuro, sperando che col nucleare si possano risolvere tutti i problemi. Ma non è così, e chi lo sostiene non fa altro che prenderci in giro.

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