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Reagire al regime

ottobre 8, 2009

Può prendersela col destino cinico e baro che si è divertito a giocare con la sua carriera politica, con Napolitano che non ha mantenuto gli impegni presi, con quel covo di bolscevichi della Corte Costituzionale, oppure con il suo grande oppositore interno Gianfranco Fini, ma stavolta Berlusconi ha perso. E quando Berlusconi perde, in politica, nel calcio o anche a carte, c’è di che essere contenti. Ma esattamente, passata la sbornia del momento e finiti i festeggiamenti, cosa ci resta per le mani? Che cosa dobbiamo aspettarci da domani? Quali potranno essere gli sviluppi politici e giudiziari della decisione della Corte? Tutte domande a cui si può rispondere con un semplice concetto metafisico che spesso ricorre nelle vicende italiane: il nulla. Non dobbiamo aspettarci nulla. Tutto riprenderà a scorrere come prima e meglio di prima, la maggior parte degli italiani fra qualche settimana si sarà già dimenticata di tutto e amen. Il cavaliere ci ha fatto sapere ieri sera che queste cose “lo caricano” e che “dimostrerà agli italiani di che pasta è fatto”. Ogni occasione è buona per gettare sul campo la sua propaganda populista da quattro soldi, che però fa sempre scena e raccoglie consensi. Anche stavolta ne uscirà, agli occhi dell’opinione pubblica, rafforzato. Dall’altra parte della barricata nessuno (Di Pietro a parte) si è azzardato a chiedere le sue dimissioni. Franeschini, Bersani e gli altri rincoglio-democratici si sono affrettati fin da subito a puntualizzare che il governo è stato eletto dal popolo e per questo deve proseguire il proprio lavoro. Andare al voto oggi, infatti, converrebbe più a Berlusconi, che ad un PD in costante crisi d’identità, ancora senza segretario e ancora senza una linea guida ben precisa. La sola speranza (guarda te come siamo ridotti!) è Gianfranco Fini. Se l’ex segretario di AN decide di prendere in mano la situazione, allora per Berlusconi potrebbe essere l’inizio della fine. Ma ci credo poco. Ancor meno mi aspetto dal fronte giudiziario. Lo stop al lodo, è vero, comporta la ripresa del processi a carico del cavaliere, con l’accoppiata Lodo Mondadori-Mills a turbargli il sonno. Difficile però che questi procedimenti possano concludersi prima della prescrizione, il porto sicuro in cui Ghedini (presto parleremo anche di lui) e Pecorella tenteranno, da domani, di far approdare i guai giudiziari del premier. E se anche Berlusconi sarà costretto ad andare davvero in tribunale a difendersi e magari sarà anche condannato, allora il finale di questa brutta storia all’italiana è già scritto. Qual’è? Semplice, questo qui…

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