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Il cilicio colpisce ancora

ottobre 14, 2009

binetti01gIl cilicio di Paola Binetti colpisce ancora. Dopo la battaglia all’ultimo sangue (purtroppo vinta) sui Pacs, dopo il famoso “no” alla fiducia al Governo Prodi nel 2007 e dopo svariate uscite e dichiarazioni deliranti, la senatrice teodem è tornata a far parlare di sè (forse punta proprio a questo?), contribuendo ad affossare il disegno di legge sull’omofobia, votando con la destra e l’UDC la pregiudiziale di incostituzionalità. E’ fin troppo chiaro che, come ammesso anche da Franceschini, la Binetti non c’entra nulla con il centrosinistra, né con il PD. Anzi, a parer mio farebbe fatica a restare anche fra le fila di Forza Nuova e Fiamma Tricolore. Eppure è ancora lì, fra i banchi del Partito Democratico, la cui bandiera campeggia in bella vista sull’home page del suo sito. Nel 2008 Veltroni cacciò Riccardo Villari dal partito perché si era fatto eleggere alla vigilanza Rai con i voti di Lega e PDL. Giustissimo. Nessuno però ha mai mosso un dito nei confronti della Binetti, che di problemi ne ha creati molti più di Villari. Indubbiamente l’ambiguità del PD sui temi etici e sociali ha favorito la sua presenza all’interno del partito, ancora in cerca di un’identità precisa e di una strada da intraprendere. La speranza, a questo punto, è riposta ancor di più in Bersani. Per spostare questo partito un po’ più a sinistra, per trovare un’identità precisa e per togliere di mezzo alcuni personaggi che di consensi ne portano pochi e ne fanno perdere molti.

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4 commenti leave one →
  1. ottobre 14, 2009 11:17

    Vedo che siamo sulle stesse lunghezze d’onda.

  2. Luca permalink
    ottobre 14, 2009 14:41

    Il giorno del voto sullo scudo fiscale era assente. Ieri invece era in prima linea. La Binetti non può stare in un partito di centrosinistra!!!

  3. ottobre 14, 2009 17:38

    aggiunto 😉
    thanks

  4. emi permalink
    ottobre 17, 2009 16:42

    Speriamo che quando Bersani diventerà il segretario farà piazza pulita di tutti gli ex democristiani e tutti quelli che nelle decisioni antepongono la propria etica personale a quella collettiva: se voto uno di sinistra è perchè mi aspetto che faccia cose di sinistra anche se la sua fede religiosa gli suggerirebbe il contrario! Non so come si faccia ad essere cattolici e comunisti insieme, non l’ho mai capito e mai lo capirò.

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