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Regime

ottobre 30, 2009

cucchiEchimosi e lividi su tutto il corpo, mascella fratturata, l’occhio destro rientrato nell’orbita e poi un calo fisico, tremendo, di quasi 10 chili. Questo è quello che ha portato alla morte Stefano Cucchi, trentunenne arrestato il 15 ottobre scorso per detenzione di una quantintà, non specificata, di sostanze stupefacenti, non specificate. Potrei aprire un lungo pistolotto sull’allucinante legge fortissimamente voluta da Gianfranco Fini (ora portatore di verità assolute anche per molti a sinistra) e dal ministro passacarte a vita Carlo Giovanardi, che prevede l’arresto immediato anche per la detenzioni di pochi grammi di hascisc. Ma non lo faccio. Verrà il tempo di ricordarla e riesaminarla a fondo. Ora è il tempo di fare una sola cosa: chiedere la verità. Per Stefano e per la sua famiglia, per Aldo Bianzino e per Federico Aldrovandi, anche loro vittime dalla violenza dello Stato, e  più in generale per chi ancora ha a cuore il futuro democratico di questo sporchissimo paese.

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