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Processo fantasma per Ustica

gennaio 8, 2010

Chi ha seguito da vicino l’affaire Ustica, in tutti i suoi passaggi, i suoi retroscena da copertina, le sue distorsioni e le sue verità, sa benissimo quanto questa vicenda sia snervante ed inquietante allo stesso tempo, proprio come solo i grandi misteri d’Italia sanno essere. Trent’anni di perizie e controperizie, di depistaggi, di mezze ammissioni e di colossali fandonie, di telefonate anonime, di testimonianze particolari, di inchieste giornalistiche e di rogatorie internazionali. Tutto per comprendere, o per nascondere, di chi siano le reali responsabilità dell’abbattimento di un velivolo civile italiano con 81 persone a bordo in tempo di pace. Peccato però che a seguirla da vicino questa storia così ingarbugliata, familiari delle vittime a parte, siano stati davvero in pochi. Ognuno ha infatti raccolto tutta la mole di informazioni a disposizione e l’ha interpretata a modo suo, creandosi una propria verità. Così c’è chi afferma sicuro che il DC-9 sia stato vittima degli americani che cercavano di uccidere Gheddafi, chi dei libici che tentavano di abbattere due cacciabombardieri statunitensi, chi dei francesi che stanchi di veder passare i Mig del colonnello davanti ai loro occhi, con la connivenza del governo italiano, avevano deciso proprio quella sera di tirarne giù un paio, chi (addirittura) degli israeliani, nel tentativo di fermare una partita di uranio impoverito proveniente dalla Francia e diretto in Iraq proprio a bordo di un DC-9. Per non parlare, poi, di chi avanza l’ipotesi della bomba a bordo o della quasi collisione con un caccia militare. Ovvio che in tutto questo marasma, la gente si sia stufata di sentir parlare di “Ustica” e delle sue ultime novità sensazionali. E dire che di novità, stavolta sensazionali davvero, ne sono saltate fuori diverse negli ultimi tempi: da due anni per esempio, a Palermo si sta svolgendo un procedimento civile (l’ultima udienza si è tenuta il 26 novembre scorso) in cui il Ministero della Difesa e quello dei Trasporti sono chiamati a rispondere dell’accusa di non aver garantito la sicurezza del volo IH870, essendo perfettamente a conoscenza della scarsa copertura radar della porzione di cielo in cui è avvenuta la tragedia e della frequenza con cui velivoli militari stranieri usavano quelle aerovie per le esercitazioni. La richiesta di risarcimento dei familiari delle vittime è di 100 milioni di euro. Inoltre, la procura di Roma nel giugno del 2008 ha riaperto l’inchiesta penale, sulla base delle dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga (all’epoca dei fatti Presidente del Consiglio). Senza troppi giri di parole in un’intervista televisiva, Cossiga ha affermato che ad abbattere il DC-9 fu un velivolo francese con un missile a guida radar. Ad informarlo di ciò furono i servizi segreti. Peccato però che di tutto questo nessuno parli. Perché tutti ormai sappiamo com’è andata quella notte ad Ustica e di conoscere la verità ufficiale non ne sentiamo quasi più il bisogno, contribuendo così a creare quello scenario di oblio per cui hanno da sempre lavorato i depistatori…

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