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Mi sbagliavo

gennaio 18, 2010

Sinceramente pensavo che peggio dell’editoriale di Nicola Porro di giovedì scorso su Il Giornale (di cui ho ciarlato qui), non potesse esserci nulla. Che almeno per quanto concerne il terremoto che ha devastato Haiti il fondo del barile lo avessimo già toccato ed anche un po’ raschiato. Evidentemente mi sbagliavo. Mi sbagliavo perché non ero a conoscenza del fatto che ad occuparsi della immane tragedia haitiana c’è anche la Lega Nord. E quando c’è la Lega Nord di mezzo, voi sapete bene, bisogna preoccuparsi. Attraverso “Umanitaria Padana”, una delle trecentomila associazioni legate al carroccio, il partito del nord ha deciso di istituire un conto corrente per aiutare la popolazione colpita dal sisma del 12 gennaio, ma non per scopi puramente umanitari, come molti potrebbero pensare e come le tanto sbandierate radici cristiane del partito imporrebbero, ma soltanto per (cito testualmente da Radio Padania) “limitare l’immigrazione selvaggia nel nostro paese”. Il felice slogan dell’iniziativa, infatti, è: “aiutiamoli a casa loro”. Del tipo: la mia vicina di casa sta sanguinando sul pianerottolo e io decido di accompagnarla prontemente all’ospedale, ma, badate bene, non per salvarle la vita, bensì per salvare l’integrità del mio zerbino nuovo. Se non ci credete, ascoltate personalmente lo spezzone tratto da Radio Padania e ditemi se una cosa del genere è da paese civile…(fonte: http://danielesensi.blogspot.com).

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10 commenti leave one →
  1. pinoromeo permalink
    gennaio 18, 2010 18:33

    E’ qui che ci fregano.Appena pensi che la barbarie sia raggiunta.Il colmo sia debordato.Ma quello che mi fa paura è che questi Porri e leghisti sono cattolici.Paura tanto per dire. Lo so che se qualcuno fa una indagine seria su chi vota leghista scopri tanti timorati di Dio.Amen.

  2. sim0n3 permalink*
    gennaio 18, 2010 19:15

    Eh si, purtroppo è proprio come dici tu. La Lega fa delle “radici cristiane” uno dei suoi baluardi ad ogni elezione e purtroppo molto del voto cattolico finisce lì…

  3. gennaio 19, 2010 18:22

    non vedo cosa ci sia di male a portare avanti un progetto come quello che l’umanitaria padana porta avanti da anni. decine di missioni in aiuto, forniture di medicinali e realizzazione di progetti in mezzo mondo, documentatevi prima di scrivere o giudicare in questo modo chi fa volontariato vero, senza prendere 1 euro di stipendio.
    lo so perchè io sono uno di quelli, non dell’umanitaria ma quando posso fornisco materiale e la cosa bella è che so esattamente dove va, come tutto quello che fanno e documentano sempre.
    da fastidio pensare che in lega ci sia gente che fa vero volontariato e mi sembra assurdo, fare del bene non dovrebbe avere freni ideologici . la lega forse ha compreso che è meglio cercare di rendere più semplice la vita ai loro paesi che portarli qui con gommoni a fare una vita che manco al loro paese facevano, per la goduria di 4 cooperative e sindacati.. informatevi, lavorano molto bene.

  4. sim0n3 permalink*
    gennaio 19, 2010 18:54

    Claudio, scusami, ma non mi sembra di aver scritto qualcosa che leda il lavoro dell’umanitaria padana. Non ho nulla contro questa associazione nè, ed è fin troppo ovvio, contro le sue iniziative di aiuto. Mi fa soltanto sorridere che anche le operazioni umanitarie si trasformino, per il tuo partito, in una occasione di riaffermare una xenofobia, permettimi, un po’ becera. Gli haitiani vanno aiutati non per limitare l’immigrazione clandestina in Italia, ma per permettergli di superare un trauma così grande come il terremoto che li ha colpiti.

  5. gennaio 19, 2010 19:51

    ovvio è che l’aiuto ad haiti ha un carattere di emergenza diverso dal “solito”, e comunque oggi è tra le associazioni che riescono a portare sul prpgetto il 100% del “raccolto”, al contrario purtroppo di molte altre che usano il 75% per stare in piedi e pagarsi gli stipendi. grazie per la puntualizzazione, a volte è facile pensare che un aiuto venga frainteso o manipolato.. l’associazionismo leghista in molte sue espressioni è attivissimo e veramente ricco di volontari non stipendiati che dedicano parte della loro vita all’aiuto di altri, in tanti settori. gli anziani, gli automobilisti, le donne, l’assistenza fiscale, legale, è un mondo di servizi nato dal basso, a volte da chi, trovatosi nei casini, ha poi messo a disposizione di altri la propria esperienza, facile, no?

  6. gennaio 20, 2010 02:23

    Gentile Signore,
    sono la coordinatrice delle missioni dell’Umanitaria Padana Onlus e la prego di concedermi lo spazio per alcune precisazioni.
    L’Umanitaria Padana Onlus è un’associazione fondata nel 1999 che promuove interventi umanitari volti a consentire un reale sviluppo socio-economico dei popoli, nell’ambito dei principi generali della solidarietà internazionale e nel rispetto di tutte le culture, tradizioni ed identità. Interviene a livello locale, nazionale e internazionale, in particolare nei paesi in via di sviluppo e nelle aree colpite da eventi bellici o catastrofi naturali, portando assistenza immediata e concorrendo a costruire condizioni reali di pace e di sviluppo in loco, secondo il nostro motto: AIUTIAMO I POPOLI A CASA LORO, AIUTIAMOLI AD AIUTARSI.
    L’UPO, che per grazia ho l’onore di coordinare dal 2003, benchè sia stata fondata in area leghista – e peraltro non abbiamo mai nascosto dietro a un dito il fatto di essere un’associazione d’area – è dall’inizio, in forza di Statuto, un’associazione apartitica, aperta a tutti coloro che ne condividono le finalità e modalità d’intervento e infatti si è avvalsa dell’aiuto di volontari delle più variegate provenienze geografiche e politiche. E’ vero anche che la Lega Nord è tuttora il nostro maggior benefattore perché ci mette a disposizione degli spazi gratuiti e spesati, ma mai – ripeto MAI – ci è capitato di ricevere input, interferenze o condizionamenti di alcun tipo nella nostra attività da parte del Movimento o di esponenti dello stesso.
    Quindi è assolutamente errato e infondato affermare: “il partito del nord ha deciso di istituire un conto corrente”, così come è errato quanto detto dall’amico Sammy a Radio Padania che l’Umanitaria Padana Onlus “fa capo alla Lega Nord”. Semmai è vero che militanti e simpatizzanti della Lega Nord – ma, ringraziando la Provvidenza, non solo loro – fanno capo sopratutto all’Umanitaria Padana Onlus quando si tratta di scegliere a chi affidare le proprie offerte di aiuto umanitario e questo essenzialmente per 5 ragioni:
    – perchè ci conoscono;
    – perchè sanno quel che facciamo, non per sentito dire, ma perchè mostriamo e documentiamo tutto;
    – perchè aiutiamo i popoli a casa loro e li aiutiamo ad aiutarsi, con interventi concreti e mirati (non monumenti di carta) per seminare amore e costruire condizioni reali di sviluppo e di pace, nel rispetto delle tradizioni locali e delle diverse identità;
    – perchè andiamo direttamente ad aiutare le popolazioni, decidendo insieme con loro i progetti che le riguardano, senza calare nulla dall’alto;
    – perchè ci andiamo gratis, da volontari veri, non salariati e adottando ogni possibile sinergia con aziende, enti, istituzioni e congregazioni missionarie, in modo che tutte le donazioni arrivino effettivamente alle popolazioni bisognose e non servano per mantenere la nostra struttura.
    In questo modo, benché siamo una piccola associazione che vive di raccolte private e i nostri bilanci appaiano davvero risibili rispetto a quelli degli organismi che solitamente si muovono nell’ambito della cooperazione internazionale, la nostra Associazione in pochi anni è riuscita, non solo a portare centinaia di tonnellate di aiuti umanitari, soprattutto nel campo della sanità, della formazione e della produzione, ma anche a realizzare moltissimi progetti concreti, tangibili ed efficaci nelle aree più devastate del pianeta. Cito solo alcuni di questi Paesi: Iraq, Afghanistan, Nord Est Sri Lanka, Darfur/Sudan/Sud Sudan, Kosovo, Terra Santa, Libano, Bosnia… Ma anche a casa nostra, nel terremoto dell’Abruzzo, per esempio.
    Dunque noi non possiamo sentirci responsabili di quanto detto su di noi, forse per eccesso di entusiasmo, da parte dei nostri sostenitori, né di quanto detto su di noi, forse per eccesso di pregiudizi, da parte dei nostri detrattori.
    L’UPO non ha la finalità, né – mi si consenta una battuta – l’utopica ambizione, di “limitare l’immigrazione selvaggia nel nostro paese”. Capita spesso, invece, che siamo proprio noi a portare qui temporaneamente dei piccoli pazienti da paesi esteri che necessitavano di interventi e cure impossibili nei loro paesi.
    Tra l’altro, mi scusi la parentesi e l’ironia, ma mi pare che proprio nessuno, nemmeno in quel terribile covo di leghisti che è Radio Padania, stesse paventando l’ipotesi di masse di poveri terremotati haitiani che attraversavano l’Atlantico in gommone per raggiungere il canale di Gibilterra, attraversare il Mediterraneo e infine riversarsi in massa sulle coste italiane. La formulazione di quel passaggio radiofonico può non essere stata delle più felici, ma certamente la lettura che ne è stata data, me lo consenta, è molto forzata. Si consideri piuttosto che tutta la pubblicità gratuita che ci hanno donato spontaneamente Radio Padania e La Padania in questi giorni, ci ha consentito di spedire già oggi, anzi ieri, un primo carico molto importante di farmaci ad uso ospedaliero sulla Nave Cavour diretta ad Haiti per l’attività di distribuzione e soccorso sanitario che verrà svolta a favore della popolazione terremotata dal contingente medico italiano. A noi piace focalizzarci più sulla sostanza che sulle forme.
    Tornando all’argomento migrazioni in termini seri, l’Umanitaria Padana Onlus non crede che la soluzione alla povertà del Terzo e Quarto Mondo possa venire dalle migrazioni di massa fuori controllo, che rappresentano un dramma terribile per le popolazioni migranti, un depauperamento di capitale umano per i paesi d’origine e una destabilizzazione di quelli d’accoglienza (basta guardare una cartina e un po’ di buon senso per comprendere che l’Africa e l’Asia non possono riversarsi in Europa). E neppure crede che tale soluzione possa venire da un assistenzialismo peloso (l’emergenza che diventa regola, l’invio perenne di sacchi di grano, portando via loro la terra), interessato a mantenere i paesi poveri in uno stato di perenne indebitamento, asservimento, dipendenza e, infine, sfruttamento (di risorse naturali ed energetiche).
    Piuttosto la nostra Associazione – nel suo piccolissimo – vuole dimostrare che la via maestra per tentare di ridimensionare il problema degli intollerabili squilibri tra il Nord e il Sud del mondo dovrebbe essere quella di una nuova e autentica cooperazione internazionale, che sia più onesta, disinteressata, priva di ipocrisie e doppi fini e che miri ad aiutare realmente quelle popolazioni a divenire padrone del proprio avvenire, insegnando loro a mettere veramente a frutto tutte le risorse fornite loro dal buon Dio. Quando penso agli enormi capitali mossi da organismi come la FAO, l’Unicef, tante agenzie internazionali e grandi ONG, quando vedo gli sprechi, le moltiplicazioni di poltrone, di strutture e di mezzi, le centinaia di migliaia di euro buttati in progetti di fattibilità mai seguiti da realizzazioni e poi penso a cosa siamo riusciti a fare in pochi anni con tre lire, o euro, lavorando come volontari insieme ai missionari o ai militari italiani in missione di pace, mi si accappona la pelle. A quest’ora, mi chiedo, cosa poteva essere l’Africa? Ma di tutti quei soldi quanti sono andati realmente in Africa? Quanti ne sono rimasti lì e di quei pochissimi che ci sono rimasti, nelle tasche di chi? L’idea che personalmente mi sono fatta in questi anni sul campo, è che il sistema sia marcio e completamente da riformare a livello internazionale e che nelle altissime sfere mondiali non ci sia realmente alcuna volontà concreta di risolvere gli squilibri che dilaniano la terra, ma solo di sfruttarli. Comunque ho già parlato troppo, perché il nostro compito non è quello di far polemiche, né di riformare il sistema, ma solo di lavorare, di amare, di pregare e di lavorare, perché crediamo che il bene cresce solo lentamente e dal basso. Non a caso crediamo nelle persone e nei popoli. In questo senso noi vogliamo essere un piccolo esempio, un minuscolo seme ben piantato. E per quel che si dice su di noi… pace. Abbiamo tanto da fare!
    Grazie per l’accoglienza.
    sara

  7. sim0n3 permalink*
    gennaio 20, 2010 10:42

    Innanzitutto grazie a lei Sara che è passata di qui. Questo blog è aperto a tutti e i commenti migliorano la qualità della discussione, per cui benvenuta. Temo, tuttavia, di non essermi ancora spiegato a dovere. Non sono riuscito a far focalizzare la vera questione che è al centro dell’intervento e di questo mi scuso. Tenterò comunque di essere più chiaro: 1) non ho nulla contro “umanitaria padana”. Complimenti per tutto quello che avete fatto, che fate e che farete. La questione che ho voluto porre in evidenza non c’entra assolutamente nulla con la vostra associazione e l’ho detto anche a Claudio nella risposta precedente; 2) gentile Sara, le passo tranquillamente l’ironia, ne faccio, come avrà visto, larghissimo uso anch’io, ma mi permetta di controbattere: per chi fa comunicazione, come i giornalisti di Radio Padania, la forma è fondamentale esattamente come la sostanza. Dire:”aiutiamo gli haitiani, non per salvargli la vita, ma perché restino dove sono e non vengano qui”, è secondo me aberrante. Tutto qua. Ma questo non c’entra con le iniziative della umanitaria padana e con gli aiuti che porta, bensì con il modo di fare comunicazione di Radio Padania. 3) non so, e neanche mi interessa di saperlo, quali siano i vostri rapporti con la Lega Nord e soprattutto non sono nessuno per giudicarli. Se ho commesso un errore, attribuendo una qualche contiguità a voi e alla Lega, ha fatto bene a correggermi; 4) non so neppure se il sistema degli aiuti alle popolazioni in difficoltà sia marcio, come dice lei, se è così me ne dispiace. Ma, torno a ripetere, non c’è questo al centro del mio post. Da studente e da appassionato di comunicazione, ho semplicemente sottolineato un modo di fare propaganda anti-immigrazione che non comprendo e che non vorrei più vedere in Italia. Spero di aver chiarito. Grazie per la visita e per la “chiacchierata”.

  8. Luca permalink
    gennaio 21, 2010 20:40

    Professò, ma che hai fatto incazzare i padani? Guarda che quelli ci invadono…

  9. sim0n3 permalink*
    gennaio 21, 2010 20:42

    Ehehehehe! No no, c’è stato un piccolo fraintendimento…

  10. gennaio 21, 2010 23:26

    grazie simon per la tua chiarezza e grazie sara per la relazione del lavoro pazzesco che fate, a volte rischiando la pelle e tu ne sai qualcosa.
    esprimersi correttamente è importante certo, ma bisogna anche stare attenti ai contesti, per esempio se io dovessi prendere 30 secondi di un di pietro qualsiasi o di un crozza o che ne so di altri “comunicatori”, sarebbe veramente facile trovare la frase giusta detta nel modo che mi piace… non critico il tuo commento, certo ma la registrazione parziale di magari una trasmissione che dubito avesse la xenofobia come argomento primo, conoscendo Sammy, ottimo professionistaradiofonico.

    Grazie dello spazio e della possibilità data al confronto libero, non da tutti, quando si parla di “padanità” .
    claudio

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