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Giocare cristianamente

febbraio 23, 2010

Questa storia dell’asilo di Goito, paesino in provincia di Mantova, aperto solo ai bambini “che provengono da famiglie che accettano l’ispirazione cristiana della vita” è a dir poco allucinante. Andrebbe sciolto il consiglio comunale e interdetto dai pubblici uffici a vita chi ha voluto e difeso un provvedimento del genere. Perché, non bastasse l’indecenza di approvare una roba simile, la difesa del regolamento da parte dei suoi relatori riesce ad essere addirittura più sconcertante del regolamento in sé: “pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo”, spiega Anita Marchetti, sindaco ed esponente dell’Udc locale, quindi i bambini provenienti da famiglie di altre religioni non sono ben accetti. Ora, da che mondo è mondo, all’asilo più che altro si socializza e si gioca con gli altri bambini e di precetti morali e religiosi non se ne ricevono (ve lo dice uno che è stato 3 anni dalle suore ed ora è ateo). Per cui, mi domando: ma come si fa a gestire un asilo, dove le attività principali sono il gioco e la socializzazione, con criteri che si ispirano al cristianesimo? Che differenza c’è fra i giochi degli asili “cristiani” e quelli degli asili “non cristiani”? Forse, dovrei chiedere a mio nonno. Lui, quando con i miei cugini facevamo troppo casino in casa ci strillava sempre: “e giocate cristianamente!” Di certo deve saperne di più…

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