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La civiltà e le sue banalizzazioni

marzo 10, 2010

Il liceo scientifico Keplero di Roma sarà, da venerdì prossimo, il primo istituto italiano a mettere a disposizione dei propri studenti dei distributori di preservativi. Una scelta coraggiosa e senza dubbio da apprezzare. Come spesso accade in questo paese tuttavia, ogni piccolo progresso civile si porta dietro uno strascico di polemiche e reazioni stupite (come ben si sa ciò che da altre parti è quotidianità qui è un evento da prima pagina), oltre ai soliti anatemi del Vaticano. Agostino Vallini, vicario del Papa, ha espresso “preoccupazione per le banalizzazioni della sessualità in atto” e ha duramente criticato la scelta del Keplero “che non può trovare consenso nelle famiglie cristiane seriamente preoccupate dall’educazione dei loro figli”. Quindi, se si tenta di avvisare i ragazzi dei pericoli che rapporti sessuali non protetti possono portare, secondo la Chiesa, si “banalizza la sessualità”. Indubbiamente nessuno meglio delle gerarchie vaticane si intende di banalizzazioni, visto che vanno sostenendo da anni come la miglior cura delle malattie sessualmente trasmissibili sia non avere rapporti sessuali e che la distribuzione di preservativi in Africa non aiuterebbe la lotta all’Aids. Il giorno che la Chiesa si porrà al passo coi tempi (se mai succederà), sarà sempre troppo tardi.

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2 commenti leave one →
  1. pino.cap permalink
    marzo 20, 2010 10:50

    E’ illusione credere che attraverso una sessualità orientata alla sola personale soddisfazione possa rendere l’Uomo “più libero”, crea invece un Uomo senza regole e soprattutto senza rispetto per l’altro.

    Non rimanere alle apparenze ma prova a leggere quello che la Chiesa dice a proposito della sessualità e, chissà, non e detto che non si aprano nuovi orizzonti.

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html

  2. sim0n3 permalink*
    marzo 20, 2010 14:21

    Se posso permettermi, credo che al centro della scelta del Keplero non ci sia la soddisfazione personale dell’individuo, bensì la comprensione che il problema delle malattie sessualmente trasmissibili è purtroppo, al giorno d’oggi, centrale. In soldoni, non credo che la scuola metta a disposizione i preservativi per permettere di fare più sesso, ma per allertare i ragazzi sui rischi che rapporti occasionali possono portare. Ecco perché a parer mio non si tratta di una banalizzazione della sessualità. Anzi, in tal modo la sessualità viene posta al centro del dibatitto e con essa i problemi che possono scaturirne. Detto ciò leggerò con attenzione il documento linkato. Grazie per aver commentato e per la visita.

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