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Raid e aggressioni squadriste: questa è la Roma di Alemanno

marzo 15, 2010

L’assalto di due giorni fa ad un internet point gestito da bengalesi è, purtroppo, soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie. La violenza xenofoba ed omofoba a Roma è incredibilmente divenuta di casa, tanto che la città sembra quasi essersi assuefatta a questo clima di caccia alle streghe. A rileggere le cronache dei quotidiani di questi ultimi 24 mesi, vengono i brividi e si comprende bene come il livello raggiunto sia ormai da allarme rosso. Nell’ottobre 2008 un cittadino cinese viene pestato a sangue alla fermata dell’autobus a Tor Bella Monaca, quartiere in cui  la caccia allo straniero va parecchio di moda, visto che meno di un anno dopo, nella stessa zona, un commerciante pakistano è ridotto in fin di vita a calci e pugni. Nella notte fra il 31 gennaio e il primo febbraio 2009 un indiano è dato alle fiamme su una panchina della stazione di Nettuno, mentre in maggio i festeggiamenti del capodanno bengalese sono aperti a suon di sprangate da una ventina di esagitati. Non va meglio agli omosessuali. L’accoltellamento di due ragazzi all’uscita del Gay village l’estate scorsa ha riempito le pagine dei giornali, ma la cronaca locale riporta quasi quotidianamente notizie di assalti, bombe carta ed incendi ai locali frequentati da gay e lesbiche. Insomma, sono bastati meno di due anni di giunta Alemanno per fare di Roma una delle città più inospitali e razziste d’Italia. Non c’è che dire, davvero un bel successo.

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2 commenti leave one →
  1. marzo 16, 2010 06:04

    Sono d’accordo con te. E questo che scrivi vale anche e soprattutto per coloro che dicevano che non c’era differenza… Rutelli è quello che è, il naso era ben turato il giorno del ballottaggio ma sarebbe comunque stato un sindaco migliore di Alemanno. Ora, fortunatamente l’ex radicale si è tolto dalle palle e speriamo che al prossimo rinnovo il candidato della sinistra (del Centro sinistra) sia più credibile. E intanto… ingoiamo!

  2. sim0n3 permalink*
    marzo 16, 2010 12:02

    Erano in molti a dire che in fin dei conti era meglio Alemanno. E adesso siamo qui ad ingoiare, come dici giustamente tu. La candidatura di Rutelli resta un errore grossolano, ma tutto questo spero sia d’insegnamento a tutti coloro che, anche a sinistra, hanno benedetto il cambiamento.

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