Skip to content

Mi sa che ho sbagliato partito

marzo 20, 2010

Questa storia dei cento euro gentilmente offerti da Silvio, per andare alla manifestazione di Silvio, mettendo su la maglietta che inneggia a Silvio e gridando per un pomeriggio viva Silvio, mi ha fatto riflettere. Non soltanto sul lato economico della militanza politica, ma anche sulle opportunità che questa può offrire. Conosco gente nel Partito Democratico, che a vent’anni sta perdendo i capelli, che si scervella tutto il giorno per far quadrare i conti fra dalemiani, veltroniani, popolari e teodem (per fortuna ormai quasi in via d’estinzione), che si spreme per appoggiare un candidato a cui altri, sì compagni di partito ma che la vedono in maniera leggermente diversa, fanno la guerra, perché la politica alla fine è fatta di sfumature. Ho visto organizzare riunioni, volantinaggi, primarie, primarie delle primarie, cene, feste e serate alcoliche tutto solo per passione. Soltanto per una maledetta passione. Dall’altra parte invece c’è l’eden. Non sei tu a pagare il viaggio, i panini e la metropolitana per andare alla manifestazione, ma ti offrono tutto loro. È meraviglioso. Basta imparare a memoria una piccola filastrocca da sputare in faccia al primo contestatore, lunga al massimo quattro/cinque righe e che contenga a scelta almeno due fra le parole comunisti, Cina, Cuba, sinistri, magistratura politicizzata, toghe rosse e cooperative e non solo divieni, come d’incanto, un militante stipendiato, ma puoi anche sperare di fare carriera nel partito (c’è da dire, come contro, che hanno maggiori possibilità le candidate di sesso femminile e, fra loro, le candidate di sesso femminile bone). Noi invece, andiamo ancora dietro all’ideologia, alla sintesi fra diverse anime (de li mortacci), alla politica del territorio. No, ho deciso, domani mando una lettera al mio segretario di sezione e glielo dico: “io zompo”. Se poi mentre faccio questo ragionamento squilla il telefono e dall’altra parte della cornetta odo un suadente: “salve, sono Pierferdinando Casini”, allora inizio a ragionare sul fatto che di alternativa su cui zompare ne ho anche un’altra. Certo non siamo ai livelli di Silvio e dei suoi, però qui si ha il vantaggio di non dover imparare a memoria niente, basta ripetere ossessivamente cinque parole: famiglia tradizionale fondata sul matrimonio. E vai col tango. Davvero, stavolta ho deciso. Addio ideologia, addio vecchie “fedi giovanili” come le chiama il maestrone: da oggi sono ufficialmente in lista d’attesa per zompare.

P.S. è anche su Lettera 21.

Annunci
4 commenti leave one →
  1. Ettore permalink
    marzo 20, 2010 14:05

    alla vergogna non c’è più limite è veramente una schifezza! si vergognino.

  2. Adriana Bruschi permalink
    marzo 20, 2010 14:27

    Sono ridicoli non si è mai visto un Governo che manifesta contro se stesso!!!!

  3. marzo 20, 2010 16:01

    a Roma si dice: Per c’a zzompato! e credo sia facile anche per i non romani… (n.b. c’a si legge proprio CA e non cià)

  4. sim0n3 permalink*
    marzo 21, 2010 00:23

    @Ettore: purtroppo questi qui non si vergognano mai di niente.

    @Adriana: sottoscrivo in pieno.

    @Spartacus: 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: