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La Roma collusa ad ogni costo

aprile 16, 2010

Sono due giorni che in giro corrono strane voci. Si racconta, da più parti, di una Roma collusa col sistema marcio di calciopoli, di una società alla pari delle altre nella corsa ai favori dei potenti. E giù critiche e insulti da parte di chi non aspettava altro e ha pregato giorno e notte che uscisse qualcosa per vederci inguaiati, anche una scureggina della Sensi, o un rutto di Pradé. Per amore della verità, oltreché della Roma, è bene però ricordare alcune cosette, che i giornali, guarda caso, dimenticano:

1) delle 75 “nuove” intercettazioni presentate dalla difesa di Moggi nel processo penale di Napoli, per dimostrare che tutti erano colpevoli e che quindi non c’era nessun colpevole (forte però come strategia difensiva!) 45 riguardano l’Inter, 10 il Palermo, 9 il Milan, 4 la Reggina, 3 il Cagliari, 2 il Bologna, e una soltanto la Roma.

2) La settantacinquesima intercettazione, del 12/05/2005, vede Spalletti discutere con Bergamo di alcuni guardalinee designati per la successiva giornata di campionato. Il Corriere della Sera di ieri, a pagina 28, scrive a tal proposito: “conclude il dossier una piccola sezione dedicata alla Roma. C’è un colloquio fra il designatore Bergamo e l’allenatore Luciano Spalletti, che chiede quali guardalinee gli toccheranno in sorte. ‘Ho messo Pisacreta e Griselli. Dai che ce la facciamo’, risponde Bergamo”. Ecco, il 12 maggio 2005 l’allenatore della Roma era Bruno Conti e Spalletti sedeva sulla panchina dell’Udinese.

3) Dopo la cantonata di ieri, il Corriere prova a tirare in ballo la Roma anche oggi, raccontano di un referto arbitrale modificato da Nicola Ayroldi, nell’occasione quarto uomo di Roma-Palermo, per evitare una squalifica a Francesco Totti, reo di aver mandato a quel paese l’arbitro dell’incontro Trefoloni. Se Ayroldi avesse riportato nel referto la parolaccia di Totti al direttore di gara, il capitano avrebbe saltato Juventus-Roma della settimana successiva. Partita che, con Totti in campo, avrà visto la Roma trionfare, penserete voi. Non proprio, dato che vinse 2-0 la Juve, anche grazie ad una direzione di gara di Collina quantomeno rivedibile.

4) E siamo al clou. Il colloquio fra Pradé e Mazzini del 21 maggio 2005. Basta ascoltare l’audio dell’intercettazione (lo trovate qui) per comprendere che se questa è la telefonata che inguaia la Roma, per i dirigenti delle altre squadre è già pronta la cella di isolamento. Ascoltatela e giudicate voi, io mi limito a far notare un piccolo particolare non riportato da alcun giornale: delle 75 “nuove” intercettazioni questa è una delle pochissime in cui è l’uomo di potere (Mazzini) a chiamare il dirigente di società (Pradé) e non viceversa. Ci sarà un perché?

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