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I pollici di Totti e l’ipocrisia del calcio italiano

aprile 20, 2010

L’allenatore della Lazio ha chiesto per lui dieci giornate di squalifica. Massimo De Luca, dalla Domenica Sportiva, ha cercato di accollargli tutte le nefandezze avvenute dopo la gara fuori dallo stadio, come se uno pseudo tifoso che va alla partita con coltelli, mazze e tirapugni abbia bisogno di essere spronato per fare casino. Altri buontemponi hanno invece tirato in ballo sua moglie, i suoi figli e la sua famiglia in toto, senza tralasciare nemmeno il cane. Tutto perché al termine di un derby vinto, Francesco Totti si è permesso di “fare il gesto del pollice verso” davanti alla curva dei suoi tifosi festanti. Un gesto ritenuto provocatorio perfino dal giudice sportivo, che gli ha comminato una multa assurda e ridicola (che senza dubbio il capitano potrà permettersi di pagare). Ora, per quei quattro che non lo sanno o per quegli altri quattro che ancora non lo hanno capito, il derby è questo. È sempre stato questo e sempre sarà questo. Come dimenticare le esultanze di Chinaglia sotto la sud, lo show di Di Canio (ripetuto per due volte) sempre sotto la curva romanista, le tre dita della mano mostrate da Giannini alla nord al termine di un memorabile derby vinto dalla Roma con Mazzone in panchina, o per cambiare città, la maschera di Berlusconi indossata da Materazzi dopo l’ultimo derby vinto dall’Inter. Loro potevano, Totti no. Personalmente di difendere Totti mi interessa davvero poco: io faccio il tifo per la Roma, i giocatori che ne indossano la maglia sono solo un’appendice. Anche lui che è da anni il nostro condottiero, perché da questo punto di vista non faccio sconti a nessuno. “I giocatori passano, ma la Roma resta”, diceva un vecchio motto di tanti anni fa. Ciò che mi fa rabbia è assistere a disquisizioni sul buon costume e a lezioni di moralità da chi è stato pizzicato a farsi imbeccare da Moggi prima di scrivere o di andare in tv, oppure dai nostri dirimpettai sempre pronti a farne di tutti i colori in caso di vittoria (la maglia con la scritta “scudetto: game over” che tutti i calciatori della Lazio avevano sotto quella di gioco domenica, ad esempio), ma totalmente incapaci di accettare il risvolto negativo che accompagna la sconfitta. Sì, io quella maglia con la scritta “scudetto: game over” l’avrei accettata, come ho accettato i festeggiamenti di Di Canio e i bagni nella fontana di Delio Rossi. Perché se al derby togliamo pure questo, allora possiamo tranquillamente smettere di giocarlo.

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14 commenti leave one →
  1. paolo permalink
    aprile 20, 2010 20:47

    O magari poteva mostra’ un rolex regalato da sensi,piagnoni….

  2. sim0n3 permalink*
    aprile 20, 2010 20:59

    Grazie Paolo, la tua disquisizione ha arricchito la discussione…

  3. mario permalink
    aprile 20, 2010 21:01

    materazzi fu squalificato . al termine di na rissa in campo neanche na squalifica di cosa ti lamenti ?

  4. sim0n3 permalink*
    aprile 20, 2010 21:01

    Mario, Materazzi non fu squalificato, pagò una multa assurda come quella data a Totti.

  5. mario permalink
    aprile 20, 2010 21:07

    chiedo scusa per l’ errore . comunque il derby di roma è sempre più pericoloso possibile che non si riesca a fermare quei delinqenti ?

  6. sim0n3 permalink*
    aprile 20, 2010 21:17

    Di nulla Mario, ci mancherebbe. Quello dei disordini è un discorso a parte. Purtroppo si ripetono nel corso del tempo, anche se non sono una esclusiva del derby di Roma. Penso cmq che con alcuni accorgimenti già utilizzati all’estero (basterebbe far uscire le due tifoserie a distanza di tempo, ad esempio) si possa mettere fine a questi episodi.

  7. damianofonti permalink
    aprile 20, 2010 22:39

    EFFETTIVAMENTE NON CAPISCO COSA CI SIA DI MALE IN QUEL GESTO, I POLLICI IN GIU’ CHE IO SAPPIA NON SONO ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA.

  8. Ale permalink
    aprile 21, 2010 11:12

    Assolutamente ridicola la multa…e poi all’istigatore vero della rissa in campo non è stata data nemmeno una multa! I poveri stupidi che si picchiano non sono tifosi, ma animali allo stato brado.

  9. Tommaso Rocchi permalink
    aprile 21, 2010 11:15

    “ La delusione per la sconfitta con la Roma è stata fortissima. Era importante vincerlo questo derby, ci si giocava una buona parte della stagione. Siamo molto dispiaciuti, ma è stata una sconfitta immeritata e l’andamento della partita lo conferma. L’avevamo preparata benissimo : abbiamo giocato un grande primo tempo senza concedere un tiro in porta alla Roma. Nella ripresa sono stati gli episodi a determinare il risultato. Dalla possibilità di raddoppiare ci siamo trovati in svantaggio. Purtroppo il coraggio alla Roma glielo abbiamo dato noi prendendo il gol del pareggio. Quel momento della partita lo abbiamo sofferto e loro sono stati anche più fortunati visto che hanno ribaltato il risultato segnando su rigore e su punizione. Dispiace perché dopo una prestazione così non meritavamo di perdere. Ci sono state molte tensioni dopo la fine della partita, le polemiche continuano a venire fuori. Ci tengo a precisare alcuni aspetti che ritengo fondamentali. E voglio, anche a nome dei miei compagni, rispondere a Totti. Non siamo d’accordo con quello che sta dicendo da due giorni. Lo sappiamo tutti che il derby è fatto in un certo modo, gli sfottò ci possono stare, fanno parte del gioco e dell’atmosfera di un appuntamento così sentito in città. Ma il suo gesto con il pollice verso, augurandoci la retrocessione in B, non lo riteniamo uno sfottò da derby. E’ molto peggio. E’ stata una provocazione. Solo così si può definire. Dice che stava festeggiando con i suoi tifosi ma non può essere solo così. Era sul campo, è il capitano della Roma e dovrebbe rispettare gli avversari. Gli sfottò ci sono prima, durante e dopo la partita. C’è chi vince e c’è chi perde. Ognuno si gode le sue vittorie. Ci vorrebbe più rispetto per gli avversari. Mi sembra che Totti sia andato oltre e mi sembra che il giudice sportivo Tosel, multandolo, non l’abbia vista come lui. Ha creato tensioni sul campo, ci sono state reazioni e incidenti fuori dallo stadio. Già, dopo la partita di andata, aveva fatto lo stesso gesto di scherno. E sapeva, perché glielo abbiamo spiegato sul campo, che tutta la squadra non aveva gradito. Si è ripetuto. Ci sono altre cose poi da chiarire. Nessuno di noi sotto la maglia aveva una t-shirt con la scritta “scudetto game over”. E’ una falsità. E’ vero, invece, che i tifosi ci hanno portato la sua foto con il pollice verso del derby d’andata. Ci volevano dare la carica. Questo credo faccia parte della preparazione al derby. Nessuno di noi l’ha provocato e nemmeno offeso. E mi ha fatto male leggere le sue frasi “che volete laziali?”. Da giocatori della Lazio, lasciando gli sfottò ai tifosi, vorremmo che il capitano della Roma ci rispettasse. Io poi non vedo similitudini tra i suoi festeggiamenti e l’esultanza di Di Canio. Non mi sembrano nemmeno paragonabili. Per chiudere l’argomento, anche se per i tifosi della Lazio non ci sarebbe bisogno, chiarisco che il mio modo di festeggiare, da quando è nata mia figlia Camilla, è sempre stato lo stesso. Può sembrare una pistola oppure una “elle” perché quando era ancora piccolina, nella culla, non riusciva a unire indice e pollice della mano per indicare una cosa. Negli ultimi tre anni, ho sempre festeggiato così i miei gol. E mi sembra fantascienza pensare che prendessi in giro la Roma…
    …Ha ragione Ledesma. L’arbitraggio di Tagliavento non è stato dei migliori e ci ha penalizzato. Non voglio entrare nel merito e alimentare altre polemiche, ma alcuni episodi non sono stati valutati nel modo corretto. E anche alla fine, nella confusione generale, mi sembra che le multe, a parte Totti, le abbiano prese solo i giocatori della Lazio…

  10. sim0n3 permalink*
    aprile 21, 2010 11:44

    @Damiano e Ale: sono d’accordo con voi.

    @Tommaso Rocchi: 1) intanto ti ringrazio per aver postato il tuo articolo scritto per il Corriere dello Sport, anche qui su AltreSciocchezze :-); 2) Siviglia che passa davanti alla telecamera di Sky dopo un derby vinto 3-0 dalla Lazio e dice “adesso lo scudetto lo vincete col cazzo”, secondo te è una provocazione? Per me è una presa in giro da derby. Punto e basta. Come le magliette che quelli della Lazio avevano sotto quella da gioco con su scritto “scudetto: game over”, come il bagno di Delio Rossi, i festeggiamenti di Di Canio e Chinaglia; 3) Non credo sia colpa di Tagliavento se Floccari non è capace a tirare i rigori.

  11. SSL permalink
    aprile 21, 2010 12:38

    Il problema e’ si vuole far passare totti come il campione fuori dal campo, il super uomo. Viene propinato in tutte le salse, ambasciatore unicef, testimonial gioco dázzardo(?), testimonial vodafone…Quindi nessun problema per il gesto, un gesto degno di un grande calciatore ma di un uomo mediocre. Le scuse successive poi sono ridicole.

  12. sim0n3 permalink*
    aprile 21, 2010 14:23

    SSL, il gesto non è da grande calciatore. E’ uno sfottò. Un gesto da grande calciatore è una rovesciata, un pallonetto o un gran gol dopo un’azione personale. Quella è una presa in giro tipica del derby, niente di più, niente di meno. Per quanto riguarda il Totti fuori dal campo, invece, ti consiglio di informarti meglio…

  13. aprile 21, 2010 17:48

    bravo totti! senza questi gesti il derbysarebbe una partita come un’altra..

  14. sim0n3 permalink*
    aprile 21, 2010 17:56

    Eh sì pattume è proprio così. Senza sfottò Roma-Lazio sarebbe come Roma-Reggina.

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