Skip to content

L’altra faccia del Pdl

aprile 27, 2010

Stamattina, leggendo l’intervista di Massimo Donadi all’Unità, sono rimasto agghiacciato in particolar modo da due passaggi, che confermano ciò che vado dicendo (e scrivendo) da tempo: l’Italia dei Valori non è nient’altro che l’altra faccia del Pdl. Un lato b dello stesso 33 giri, leggermente più ascoltabile, ma sempre e comunque dal suono distorto. Ad una domanda sul futuro del centrosinistra, il capogruppo alla Camera dei dipietristi ha risposto così: “sono un po’ stufo dell’etichetta di centro sinistra. Nella politica italiana la sinistra e la destra sono concetti da radere al suolo e da ricostruire sulla base di progetti nuovi”. Non essendo mai stato di sinistra, probabilmente Donadi non sa che quel concetto che ritiene sia l’ora di radere al suolo e tutti i valori che esso porta con sé, hanno rappresentato e rappresentano una ragione di vita per tante, tantissime persone, che sperano di vederlo primeggiare prima o poi in Parlamento. Ora però c’è bisogno di qualcosa di diverso (cosa sia esattamente Donadi non ce lo spiega) e quindi possiamo anche gettare tutto nella spazzatura per lasciar spazio al nuovo che avanza. Sarò nostalgico, sarò antico, ma non ci sto: il primo passo per tornare a vincere, almeno secondo me, è ricostruire la sinistra sulla base dei suoi antichi valori, non dimenticarli a vantaggio di un non ben precisato “progetto nuovo”. La parte più gustosa dell’intervista, tuttavia, è quella che riguarda la leadership: “abbiamo bisogno di trovare presto, sulla base di valori trainanti, un leader, poiché nelle democrazie moderne non si può fare a meno di incarnare il progetto in una leadership”, ha concluso Donadi. Quindi, per tornare a vincere, non abbiamo bisogno di smetterla di sommare scelte sbagliate a scelte sbagliate, di renderci immediatamente riconoscibili, di non trasmettere ambiguità e di tornare dove c’è bisogno di sinistra. Per sconfiggere Berlusconi abbiamo bisogno del leader carismatico alla Berlusconi. Non so esattamente dove fosse Donadi nel 2008. Chi era presente, tuttavia, ricorderà di certo come causa primaria della sconfitta a quelle elezioni politiche, proprio la decisione di “incarnare il progetto in una leadership” (all’epoca quella di Veltroni), svuotando però il progetto stesso di qualsiasi contenuto. Il Pd in questi ultimi anni ne ha combinate di cotte e di crude e sono il primo ad ammetterlo. Ma se l’Italia dei Valori, con tutto il suo gruppo dirigente, ha la pretesa di rappresentare la nuova sinistra italiana, siamo davvero ai titoli di coda.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: