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Il bilancio nero dei fascio-tassinari

maggio 1, 2010

Dovevamo essere nel pieno della discontinuità, nel vivo di quell’operazione cambiamento voluta praticamente da tutti, seguendo il falso ritornello del “quando si governa da troppi anni non si riesce più a fare nulla di buono”. Molti, anche e soprattutto a sinistra, nel 2008 hanno benedetto il cambio di guida al comune di Roma, per dare una sferzata ad una città ripiegata su se stessa, si diceva. Alemanno sembrava poi la persona giusta per guidare il rilancio, perché, il tormentone era questo, da buon esponente della destra sociale avrebbe sicuramente avuto un occhio di riguardo per le periferie. Ricordo ancora Antonello Venditti, di certo di simpatie non destrorse, incoronare Alemanno perché “avrebbe rappresentato la sinistra meglio di certa sinistra”. Vorrei ascoltare la sua opinione oggi. Due anni dopo la presa del Campidoglio da parte di quel nugolo di esaltati fascio-tassinari che ci governano, ci ritroviamo a vivere in una città che si fatica a riconoscere. Aggressioni squadriste, assalti agli extracomunitari, bastonate, bombe carta, incendi e chi più ne ha più ne metta. In ventiquattro mesi Roma è divenuta una delle città più inospitali d’Italia, neanche fosse Verona. Non bastasse tutto questo, c’è anche una situazione economica da bollino rosso a preoccupare per il futuro. Nonostante la cancellazione delle manifestazioni dello sfarzo veltroniano, quella Notte Bianca e quella Festa del Cinema da sempre invise alla destra senza un reale motivo e dipinte in campagna elettorale come puro spreco di denaro pubblico, il comune di Roma è quasi alla bancarotta. Non c’è più un euro per l’assistenza agli anziani, per migliorare l’offerta scolastica, per accogliere i minori che i tribunali affidano all’amministrazione locale, per curare le aree verdi e per le iniziative nelle tanto sbandierate periferie. Viviamo nella speranza che, accontentata dal varo del federalismo fiscale, la Lega continui ad accettare il finanziamento governativo per Roma capitale. Altrimenti, la notte si fa davvero fonda. Per questo voglio sperare che la mia Roma non si faccia tradire da chi non merita di governarla e che fra tre anni a questa gente presenti il conto. E che sia un conto salato.

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