Skip to content

Trent’anni e trecento depistaggi dopo…

maggio 9, 2010

…Ustica torna in prima pagina. A riportare al centro del dibattito la stage dimenticata è il Presidente della Repubblica in persona, parlando di “intrighi internazionali ed opacità dello Stato” dietro l’incidente aereo del Dc-9 Itavia che costò la vita ad ottantuno persone. Un giro di parole garbato, per dire che la notte del 27 giugno 1980 sul cielo fra Ponza ed Ustica si è consumato un vero e proprio atto di guerra, conclusosi, molto italianamente, col ferimento e l’uccisione di chi si è ritrovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il tutto, con la connivenza dell’Aeronautica miliare e dei nostri servizi segreti. O forse, come credo personalmente, più che con la connivenza, con l’immobilismo dei vertici militari italiani, anch’essi colti di sorpresa dall’avvenimento e intervenuti a chiudere la stalla quando i buoi erano già scappati. Questa verità, però, non è raccontabile, almeno ufficialmente, senza una precisa volontà politica di farla emergere e portarla a conoscenza dei parenti delle vittime e del paese intero. Puntare il dito contro chi era in volo quella notte, infatti, magari i francesi, gli americani o i libici stessi è impossibile, perché tutte le prove fisiche sono andate distrutte, perse o sono state falsificate ad arte, ed anche il relitto dell’aereo, recuperato a dieci anni dalla strage con la speranza di trovare su quei resti di lamiera la verità, non ci ha donato le impronte digitali dell’assassino. Ed ecco, quindi, che i depositari della verità restano soltanto coloro che, per diversi motivi, non la possono o non la vogliono raccontare. Non serve chissà quale strategia di intelligence da film di spionaggio: basta cancellare qualche nastro, far sparire qualche registro di servizio, inserire un’esercitazione che ha oscurato il radar proprio nel momento dell’incidente, metterne un altro in manutenzione proprio quel 27 giugno e far comprendere a chi sa, l’importanza del segreto che porta con sé. Il gioco, purtroppo per chi ha sofferto e soffre ancora le conseguenze di quell’atto di guerra non dichiarata, è fatto. Oggi, trent’anni e trecento depistaggi dopo, la strage di Ustica torna in prima pagina. Chissà quanto tempo dovrà passare perché in prima pagina arrivi la verità sulla strage di Ustica.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: