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Sticazzismi

maggio 12, 2010

Marco Pannella festeggia i suoi ottant’anni raccontandoci particolari imperdibili della propria vita: “non mi sono mai sposato, né ho mai pensato di avere figli. Soprattutto, ho amato quattro o cinque uomini”. Tutto davvero molto, molto interessante. Dobbiamo esser grati a Pannella e a Repubblica perché di una perla sticazzistica di tale livello se ne sentiva veramente la mancanza. In questi ultimi giorni fra crisi economiche, appalti gonfiati, tangenti, soldi riciclati e case comprate a sorpresa stavamo rischiando di annoiarci e di intristirci sul serio.

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  1. maggio 12, 2010 10:08

    Il leader del partito radicale che parla di democrazia dall’alto del suo trono di monarca assoluto, poteva risparmiarci almeno queste fesserie, col suo culo può fare quello che vuole, a noi cosa importa?
    Questa intervista è un’ulteriore prova della decadenza della nostra società. Altro che democrazia e cultura superiore, stiamo scivolando sempre più in basso, ormai anche i paesi del Terzo Mondo ci stannop dando lezioni in tutti i sensi. Siamo praticamente un paese finito, anche se la maggioranza dei cittadini, a cui è stato svuotato il cervello per riempirlo di spazzatura, sembra non accorgersene. Ma se ne accorgeranno presto, Eccome!!!!!!
    Intanto prepariamoci a fare quello che il grande Maestro Mario Monicelli sta continuando a denunciare, quella rivoluzione che in Italia non è mai stata fatta e che è l’unica via d’uscita dalla barbarie in cui ci hanno cacciato.

  2. sim0n3 permalink*
    maggio 12, 2010 11:14

    Purtroppo per noi e per questo paese, la situazione è esattamente quella che descrivi. Monicelli ha ragione nel chiedere una rivoluzione culturale, credo anch’io sia la sola possibiltà di cambiamento. Finché la maggioranza degli italiani continuerà a non guardare più in la del proprio naso, tuttavia, credo sia un’idea molto poco percorribile…

  3. maggio 12, 2010 11:41

    Credo piuttosto, come ha sottolineato Monicelli, che la rivoluzione non sarà solo culturale, sarà una rivoluzione cruenta, le avvisaglie le abbiamo già avute, le banlieu francesi, la rivolta dei lavoratori greci, ecc. Ormai questo sistema criminale dove i lavoratori ed i pensionati ricevono meno del necessario per vivere al di sopra della soglia di povertà mentre gli imbroglioni ed i truffatori, insieme a nani e ballerine, guadagnano cifre da capogiro, non si può riformare come pretende la nostra sinistra, si può solo abbattere!!!! Una rivoluzione è sempre portatrice di dolori e lutti, ma può anche liberarci definitivanmente dai dolori e dai lutti quotidiani che ormai sono una componente determinante della nostra vita. In poche parole è sicuramente il male minore.

  4. sim0n3 permalink*
    maggio 12, 2010 14:44

    Elio, scusami, ma la rivoluzione armata e cruenta non è una soluzione. Non credo che il sistema, marcio e schifoso come giustamente di ci tu, sia solo abbattibile. Noi (e quando dico noi parlo di tutta la galassia della sinistra italiana) abbiamo, secondo me, tantissime possibilità di modificare lo stato di cose che stiamo vivendo. E queste possibilità sono insite nei valori che ci accompagnano e che difendiamo da una vita. Impegnamoci per portare questi valori al governo del paese e per farceli restare a lungo. Sono convinto che se riusciamo in questo, di una rivoluzione non sentiremo più il bisogno.

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