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Progressisti

giugno 28, 2010

Mentre in Islanda la premier Johanna Sigurdardottir ratifica la norma che legalizza le nozze omosessuali e sposa la propria compagna (con cui era comunque legata civilmente dal 2002, perché nei veri stati di diritto le unioni civili sono conquiste ormai datate), da noi, che certe cose ce le sognamo la notte, monsignor Ducoli tiene a precisare che in fin dei conti chi picchia un omosessuale, o violenta una donna, in molti casi può godere “dell’attenuante della provocazione”. D’altra parte se una donna, spiega il monsignore, non esce “vestita in maniera castigata” in un certo senso può “eccitare menti deboli” e se il gay non reprime la propria attitudine (peraltro “patologica” secondo Ducoli) rischia di “istigare degli atti violenti”. Come si suol dire, non ci piove.

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2 commenti leave one →
  1. giovanni7 permalink
    giugno 29, 2010 04:28

    La chiesa non è cambiata è sempre uguale.Essere omosessuale non è una malattia ma un’errore genetico e le donne ,fanno le donne e si vestono in maniera civettuola per attirare gli uomini,cosa voluta dall Creazione per avere figli.La chiesa è maschilista e sogna ancora la caccia alle streghe.

  2. sim0n3 permalink*
    giugno 29, 2010 14:07

    Non per tutta la Chiesa e non per tutti quelli che la frequentano. Però per la maggior parte, le cose stanno esattamente così…

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