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I numeri sono importanti

giugno 29, 2010

Nel 2009 la pressione fiscale nel nostro paese è giunta al 43,2% (quinto posto in Europa a pari merito con la Francia). Giusto per fare un piccolissimo raffronto (vedi tabella), il peso del fisco è cresciuto dello 0,3% rispetto al 2008, cioè rispetto a quando quelle sanguisughe di Prodi, Padoa Schioppa e Visco finalmente avevano smesso di prosciugare i conti delle famiglie italiane. Dato che questo è il governo del celeberrimo “meno tasse per tutti” ed è il governo che, cascasse il mondo, “non mette mai le mani nelle tasche dei cittadini”, a guardare i freddi numeri i conti non tornano. Mi piacerebbe a questo punto sapere cosa ne pensano gli elettori del Pdl. Certo, se qualcuno, fra televisioni, giornali e radio, glielo dicesse sarebbe meglio…

P.S. La tabella della pressione fiscale è presa da qui.

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17 commenti leave one →
  1. Armando permalink
    giugno 29, 2010 16:05

    Ciao.
    Come elettore del CDX la risposta è semplice: pare che il conteggio sia fatto in rapporto al PIL.
    Sarebbe a dire che il PIL è diminuito e la pressione fiscale è rimasta invariata.
    Però ancora non ho lavuto il tempo di seguire i link che hai messo.
    Saluti

  2. sim0n3 permalink*
    giugno 29, 2010 16:13

    Ciao Armando, grazie della visita. Probabilmente il calcolo è stato fatto come dici tu. Il problema però permane: il Pil è diminuito e la pressione fiscale è rimasta INVARIATA. Ma questo non era il governo del meno tasse per tutti?

  3. Pinochet permalink
    giugno 29, 2010 17:02

    Ma tutti sanno quello che solo gli elettori di questo governo ignobile non sanno o fingono di non sapere.

    I messaggi e le promesse di questo governo sono come certe pubblicità ingannevoli…

    E’ evidente che non sono pensate per garantire effettivamente il servizio che offrono, ma SOLO per garantire la vendita del prodotto.

    In questo caso il prodotto è la vittoria del PDL.

    E’ totalmente inutile fare raffronti tra i numeri reali e le promesse pre-elettorali.

    Si sa che Berlusca e i suoi conoscono bene gli italiani, così come li conoscono bene tutti coloro che si occupano di marketing.
    Si tratta di milioni e milioni di lobotomizzati…

  4. giugno 29, 2010 17:09

    C’è poi il problema della reintroduzione dell’Ici, sotto altri nomi ovviamente. Alla faccia del “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Il fatto è che Berlusconi è il più furbo e, pur di non parlare di queste cose, spara contro l’informazione in modo che si scateni il solito fuoco stile bar sport in cui non si capisce più nulla.

  5. sim0n3 permalink*
    giugno 29, 2010 17:25

    @Pinochet: non sono d’accordo. Chi vota Pdl non è per forza un lobotomizzato, o un rincoglionito da Maria De Filippi. C’è anche chi lo fa con coscienza. E’ a questi elettori di Silvio che dobbiamo rivolgerci per fargli cambiare idea.

    @Manfredi: hai perfettamente ragione. Ho letto il tuo ultimo post e lo condivido in pieno.

  6. Armando permalink
    giugno 29, 2010 18:41

    Al tipo dei “lobotomizzati” neanche rispondo.
    Evidentemente trattasi di esperto di marketing: non ho la pretesa di contraddirlo in settori che non mi competono.

    Comunque come lobotomizzato mi pare di capire che i vari governi che si sono succeduti dal ’94 a oggi, per far quadrare i conti, se di sinistra hanno risolto aumentando le tasse, se di destra tagliando la spesa.
    Da questo punto di vista, posto che sono per un drastico taglio delle tasse, la prima soluzione non mi piace, la seconda è meglio che niente.
    Resta il fatto che tagli non ce ne sono stati.

  7. Armando permalink
    giugno 29, 2010 18:43

    L’entità delle tasse, le quali sono ben lungi dall’essere “una cosa bellissima”, misurano la nostra sudditanza nei confronti del Potere.
    Per me meno tasse=più libertà.
    Invece in decenni abbiamo costruito un sistema costosissimo che ci soffoca, alimenta la partitocrazia e la corruzione: dei politici non mi fido, ci campano coi nostri soldi, gli servono per esercitare il loro potere. Alla fine B. è l’unico che può avere l’interesse a tagliare la pressione fiscale.
    Ovviamente è solo la mia opinione

  8. sim0n3 permalink*
    giugno 29, 2010 19:36

    Armando il problema è tutto in quel “per me meno tasse=più libertà”. E’ una concezione di Stato che non può esistere. La libertà di un cittadino non si misura dalle tasse, ma dal suo accesso alle informazioni e dalla possibilità di compiere scelte secondo il suo arbitrio. Le tasse servono ad un paese per erogare servizi. Niente di più. Se vogliamo i servizi, dobbiamo pagare le tasse. Da ultimo ti domando: perché Berlusconi è l’unico che può avere interesse a tagliare la pressione fiscale? E perché se è così, dato che negli ultimi 16 anni è stato per 9 al governo, non l’ha mai fatto?

  9. Armando permalink
    giugno 29, 2010 21:29

    “…dal suo accesso alle informazioni e dalla possibilità di compiere scelte secondo il suo arbitrio…”
    Appunto!
    Io vedo che i soldi che paghiamo di tasse sono sottratti al nostro arbitrio.
    I politici intascano le tasse, e sono loro a scegliere come spenderli.
    Andando a stringere, puoi essere informato e libero di scegliere quanto vuoi (e questo è importantissimo), ma se non sei tu a decidere come spendere i tuoi soldi è una finta libertà; ecco: scegli chi sprecherà i tuoi soldi.
    Se i politici sono una casta, e sono una casta, usano i nostri soldi per alimentare i propri privilegi, il clientelismo, la corruzione: tangentopoli.
    Che fai aspetti che prima o poi arrivi il Bravo Amministratore a cui dare il voto? Certo, fai così!
    Intanto però, dato che ci sono anche i cattivi amministratori, bisogna dirgli: adesso ai miei soldi ci penso io.
    Chiaramente questo delle tasse è solo un aspetto, ma mi pare attenga strettamente alla nostra libertà.

  10. Armando permalink
    giugno 29, 2010 21:52

    Riguardo a Berlusconi.
    Secondo me il sistema Italia andrebbe riformato decisamente.
    Da una parte c’è una Casta che non segherà mai i propri privilegi, il sistema che gli consente di esercitare potere.
    Non è e non ne voglio fare solo una questione di denaro, ma se il politico ha i nostri soldi in mano ed è lui a decidere come spenderli, è lui che ha il potere. A cui mai rinuncerà.
    Il cambiamento deve venire da fuori.
    I politici fuori dalla casta, senza le nostre deleghe elettorali, senza i nostri soldi non sono nessuno: ne hanno bisogno, anche quello più in buona fede di tutti.
    Dall’altra parte c’è un Berlusconi che non ha bisogno di far parte della casta, anche se fa politica da 15 anni.
    Il taglio delle tasse è da sempre la sua promessa elettorale (rimasta promessa a parte l’ICI), sulla quale si misurerà la sua parabola politica.
    Cehnon è solo una questione di risparmiare soldi, ma di un modello diverso di società.
    Non ha un partito dietro cui nascondersi: ci mette la sua faccia, e ci si aspetta che realizzi l’aspirazione ad uno stato più leggero.
    Per questo penso che solo lui possa farcela.
    Di altri francamente non ne vedo per adesso.

  11. giugno 30, 2010 06:37

    Mi scusi, Armando, in che senso “da una parte c’è la Casta… dall’altra c’è Berlusconi”?
    A me pare che Berlusconi sia presidente del consiglio, e lo sia da parecchio tempo… la maggioranza fa capo al presidente del consiglio, i deputati sono direttamente nominati, neanche sono votati dai cittadini, grazie a una legge di Berlusconi, i ministri sono indicati dal presidente del consiglio, come si fa a dire che Berlusconi è estraneo alla casta politica?
    Ecco un altro concetto che Berlusconi, nella sua infinita influenza sui media, è riuscito a far passare:
    – i meriti sono miei, i demeriti sono dei miei collaboratori infidi
    – io sono fuori dal teatrino della politica
    – se non riesco a fare quello che ho promesso è perché non mi lasciano lavorare,
    – giornalisti infami, mi infangano e disinformano, vergogna!
    – ci metto la faccia io stesso (trad.: i miei collaboratori – che io stesso mi sono scelto – sono impresentabili, perché fanno parte della casta).

    “Non ha un partito dietro cui nascondersi: ci mette la sua faccia, e ci si aspetta che realizzi l’aspirazione ad uno stato più leggero.
    Per questo penso che solo lui possa farcela.”
    Auguri.
    Armando, sono 15 anni che aspettiamo, nel frattempo si è tolto dai guai della giustizia, ha salvato le sue aziende con un bel conflittone di interesse, ha nominato asini e buoi come ministri e direttori di telegiornali eccetera eccetera eccetera.
    Mancano 2 anni e mezzo alle elezioni. Da dopo le regionali si continua a ripetere “adesso le riforme”, come se finora fosse stato bloccato da qualcosa di sovrumano e metafisico. Invece continueranno a fare quello che hanno sempre fatto: annunciare, modificare, ritirare, litigare, spararsi addosso, ri-annunciare. Al prossimo giro, se vincerà le elezioni, tutti quelli come lei ripeteranno: “adesso non ha più scuse, deve fare quello che ha promesso”, esattamente la stessa frase che chi crede in lui ripete ad ogni tornata.
    E se non ce la farà, se perderà le elezioni, se morirà prima di fare qualcosa, se si ritirerà perché “disgustato dal teatrino” (come spesso minaccia di fare), allora, ancora una volta, per sempre fedeli, direte: “poverino, non lo hanno lasciato lavorare”.

  12. Armando permalink
    giugno 30, 2010 08:19

    Chiedo scusa, ieri sera ha avuto problemi con la connessione internet.

    No guarda, personalmente del “poverino” non lo dico a nessuno!

    I casi sono due: o Berlusconi non è minimamente interessato al taglio delle tasse(e penso che questo sia in parte vero), oppure il sistema è talmente ingessato da non permetterlo (e penso che questo sia ancora più vero).

    Sindaci e governatori del CDX protestano per i tagli previsti dalla manovra, e chiedono di incontrarsi con Tremonti. Nei loro confronti le “aperture” arrivano da Bossi.
    Quindi, ammesso che tagliare le tasse sia giusto, e io ritengo che lo sia, chi ha intenzione di farlo tra i nostri governanti? Chi è che ci crede?
    Nessuno o al massimo forse Berlusconi: non lo dico perchè sono un adoratore di Silvio (il quale fa un danno enorme, perchè promette e non mantiene), ma perchè mi sembra che le cose stiano così.
    Da questo punto di vista o mi astengo dal voto, oppure devo scegliere tra chi mi spiega che non serve abbassare le tasse, e chi invece me lo promette e non mantiene (e al massimo riduce la spesa).

  13. sim0n3 permalink*
    giugno 30, 2010 08:31

    @Variatio: hai centrato il punto centrale della questione. Attraverso un bombardamento mediatico che dura dal 1994, Silvio è riuscito a far credere che lui è fuori dal famosissimo “teatrino della politica”, dove invece gli altri sguazzano rubando a destra e a manca. Ed anche se ci sono 9 anni (che diventeranno 12) di governo del paese, i suoi elettori restano convinti che lui non è un politico, ma un benefattore che è lì per salvare l’Italia.

    @Armando: “Berlusconi fa dei danni enormi perché promette e non mantiene”; “Berlusconi non è interessato al taglio delle tasse (e penso che questo sia in parte vero)”. Mi capita spesso di parlare con elettori del Pdl e c’è una cosa che non comprendo: siete voi i primi a ritenere che Berlusconi non possa fare tutto quello che promette. Ogni volta, passati due anni dal trionfo elettorale, restate a mani vuote, o al massimo con qualche legge ad personam da spiegare. Ma allora, perché alle elezioni successive continuate a votarlo?

  14. giugno 30, 2010 08:59

    @sim0n3 e Armando: è il problema delle leadership cosiddette “carismatiche”: il “miracolo” eternamente promesso e in procinto di arrivare, ma che, per un motivo o per l’altro, non arriva mai. Tra le altre cose una volta c’è Bossi a fare il ribaltone, poi c’è Follini, poi Casini, poi Fini… fateci caso: c’è sempre un nemico interno su cui scaricare la frustrazione, e ora l'”upgrade”: è il “‘sistema Italia’ che impedisce di fare le riforme”.

    “devo scegliere tra chi mi spiega che non serve abbassare le tasse, e chi invece me lo promette e non mantiene (e al massimo riduce la spesa)”
    E se cominciassimo a votare le persone serie, anziché quelle che la sparano più grossa?

  15. Armando permalink
    giugno 30, 2010 10:12

    Che il sistema impedisca le riforme non è l’upgrade attuale: è così da sempre.
    Dite: “trovate sempre qualcun’altro a cui dare la colpa”.
    Però il ribaltone di Bossi c’è stato e il governo è caduto.
    Follini e Casini se ne sono usciti dal CDX: mica perchè Berlusconi doveva scaricare la colpa su di loro.
    Quanto a Fini, giusto o sbagliato che sia, si mette di traverso alle iniziative del governo.
    Per ottenere cosa?
    Bossi se n’è dovuto tornare nel CDX.
    Follini (bontà sua) ha trovato più coerente entrare nel PD.
    Casini mi pare punti ad occupare più poltrone possibile.
    Fini si lamenta ma non molla il suo posto.
    Tutta gente che prima si è fatta eleggere in una coalizione, poi ha cambiato le carte in tavola.
    E il patto è anzitutto con gli elettori.
    Lungi da me da santificare chicchessia, ma che dite fanno tutti finta per fornire buone scuse a Berlusconi?

  16. giugno 30, 2010 10:31

    Armando, vede che alla fin fine, anche Lei ritiene che sia sempre colpa degli altri?

  17. Pinochet permalink
    luglio 2, 2010 07:22

    Armando, sono sempre il tipo dei “lobotomizzati”.

    A me non rispondi, però io rispondo a te.

    Uno dei problemi principali di cui soffrono milioni di italiani è la totale perdita di ETICA e di DIGNITA’, nel lavoro come nella vita tutta.

    C’è poco da disquisire di tasse e di caste: personalmente, fossi un elettore di centro destra, mi andrei a nascondere da qualche parte, ma solo dopo aver recitato un bel “mea culpa”.

    Perché mi vergognerei di aver votato uno che quando va all’estero si porta dietro il CARRETTO CON LE PUTTANE AL SEGUITO.

    Tu hai votato questa gente, sbagliando, e hai messo anche me, come cittadino italiano, nei guai.

    Ora che lo sai, rifletti.

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