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La grandezza del passato e la pochezza del presente

luglio 13, 2010

Ho appena finito di leggere l’ultimo libro di Reichlin, “Il midollo del leone”, e sono rimasto colpito in particolare da una considerazione su Berlinguer nelle pagine conclusive: “è finito il ‘900. L’URSS non c’è più. La storia del comunismo italiano è storia conclusa. Perché allora parliamo di Berlinguer? Sostanzialmente, io credo, perché nella sua opera c’è ancora qualcosa di politicamente operante. Questo qualcosa io credo sia il bisogno oggettivo di un pensiero più lungo, che sia capace di leggere la nuova struttura del mondo”. Lettura indubbiamente condivisibile. Penso però che, più che altro, senza nulla togliere alla grande opera del segretario e senza la pretesa assurda di contraddire Reichlin, il ricordo ossessivo di Berlinguer e il sogno che un giorno non troppo lontano un altro Berlinguer possa affiorare dal nulla a salvare la sinistra italiana, sia dovuto prevalentemente alla pochezza di ciò che lo ha seguito.

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