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Senti chi parla

agosto 16, 2010

Nell’ultimo concerto tenuto in terra siciliana, Piero Pelù ha espresso pesanti critiche a Berlusconi e al suo governaccio. Secondo l’assessore alla cultura della provincia di Palermo, tal Eusebio Dalì (non credo sia parente del pittore), il cantante dei Litfiba avrebbe addirittura accostato il nome del premier e quello di Dell’Utri alla mafia. Cose veramente da pazzi. La polemica è ovviamente divampata in un attimo, con Dalì che ha chiesto ai sindaci delle principali città siciliane di non ospitare Pelù e i suoi perché “là dove c’è intrattenimento non può esserci propaganda politica”. Principio sacrosanto. Peccato però che spesso, in passato, le cose non siano andate proprio così. Come dimenticare, infatti, le reti televisive di Silvio pronte a tirargli a più riprese la volata, approfittando di ogni spazio possibile ed immaginabile, dai varietà, alle televendite, dai quiz ai programmi sportivi? Come giustamente scrive Fabio Chiusi in questo bel post, “se veramente dove c’è intrattenimento non deve esserci propaganda, allora il primo posto da depurare non sarebbero certo i concerti, ma la televisione…”

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