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Voglio ricordarlo così

agosto 17, 2010

“Per fermare la protesta studentesca Maroni dovrebber fare quello che ho fatto io quando ero Ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito. Poi, lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.” Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica Italiana, 23/10/2008.

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6 commenti leave one →
  1. Cypherinfo permalink
    agosto 17, 2010 17:05

    I liceali forse potrebbero essere intesi come gli studenti non grafici; gli altri quelli che grafici lo sono. Se questa mia interpretazione fosse corretta, la soluzione proposta da Cossiga in qualche modo avrebbe una sua giustificazione.

    Cypherinfo.

  2. sim0n3 permalink*
    agosto 17, 2010 17:57

    Cioè?

  3. Quinn permalink
    agosto 17, 2010 18:43

    Con tutta la buona volontà, non riesco proprio a provare alcun sentimento di umana pietà per la morte Cossiga.

  4. sim0n3 permalink*
    agosto 18, 2010 21:49

    Una persona che muore è pur sempre una persona che muore. Tuttavia, come ha scritto oggi Dalla Chiesa sul Fatto, posso dire anch’io senza ipocrisie che non mi mancherà.

  5. Emi permalink
    agosto 19, 2010 15:21

    Non mancherà neanche a me e vorrei far notare che non è neanche morto “prematuramente” e lasciando un popolo di inconsolabili smemorati!!

  6. sim0n3 permalink*
    agosto 19, 2010 20:07

    E’ vero Emi. La morte non può cancellare ciò che si è fatto in vita. E per me, come per molti altri, dimenticare l’operato di Cossiga è impossibile.

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