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Ai margini del sistema

settembre 6, 2010

Quello che più mi fa innervosire del Partito Democratico, è che, pur essendo il primo partito d’opposizione, non riesce mai a dettare i tempi dell’agenda politica. E’ sempre in costante balia degli sviluppi che si susseguono dall’altra parte della barricata. Prima l’attesa spasmodica per il duello Berlusconi-Fini alla direzione del Pdl, poi la trepidazione per i nuovi gruppi parlamentari dei seguaci del Presidente della Camera, quindi l’attesa per le reazioni della Lega e, da ultimo, le ventiquattro ore appena trascorse ad immaginare gli sviluppi del discorso di Fini a Mirabello e la risposta di Silvio. Il tutto guardato rigorosamente dal finestrino, in attesa di mettere in campo un gioco di rimessa che però non si delinea mai in contorni nitidi. Le elezioni sono alle porte e il Pd non ha ancora scelto che cosa fare da grande, cioè con chi allearsi e su quali temi concentrare le forze per far comprendere all’elettorato che oltre a Berlusconi c’è qualcos’altro. Di tempo però non c’è n’è più. E’ arrivato il momento di uscire dai margini del sistema e di mettersi in gioco. Altrimenti le elezioni anticipate  che si profilano ci regaleranno un altro plebiscito per mister B.

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