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Il più grande risultato del riformismo italiano

settembre 15, 2010

Secondo Walter Veltroni, perdere le elezioni politiche di nove punti, lasciare il governo della città di Roma ad un fascista di Foggia e svuotare completamente un partito di qualsiasi ideologia e significato è stato il più grande risultato del riformismo italiano. Spero vivamente che ora, come da lui stesso annunciato, Walter vada a far sprofondare il riformismo africano.

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16 commenti leave one →
  1. sanbitter permalink
    settembre 15, 2010 21:35

    Sai che per queste cose ci soffro. Intendo dire per le cose del PD e dintorni. La tua acredine verso Veltroni va però contestualizzata. E’ subentrato in un momento difficilissimo della storia del partito, in un momento che finire allo sbando sarebbe stato un attimo. Con Prodi disarcionato e con una parte del partito assolutamente ostile e dedita alla logica del tanto peggio tanto meglio. Ha perso le elezioni ma ha raddrizzato la barca. Non è roba da poco. Con un altro alla guida le elezioni le avremmo vinte? Le avremmo perse con meno distacco?
    Per farlo ha lasciato al fascistello la guida di Roma? Il fascistello l’hanno votato i romani, mica che WV gli ha passato lo scettro.
    Leggo dalla cronaca odierna che Fini vuol vietare il burqa per rispetto delle donne. E la Lega non si accontenta delle risposte del governo ai fatti del golfo della Sirte. Due posizioni che la sinistra avrebbe dovuto fare proprie… ed invece lasciamo che il governo faccia sia il governo che l’opposizione. Ed in questo clima di sbandamento generale tu te la prendi con Walter?

  2. settembre 16, 2010 08:10

    Sono molto d’accordo con il post. Peraltro Veltroni, alle prime difficoltà, è scappato via piagnucolando contro i birbantelli del Pd che gli avevano messo il bastone tra le ruote. Lui continua a elogiare lo storico 33 virgola qualcosa % (non è il 34% come va dicendo in ogni dove l’ex sindaco di Roma).

    Non concordo invece con sanbitter. Veltroni aveva raddrizzato la barca distruggendo la sinistra…e ci sono macerie ovunque. Inoltre dopo ha dimostrato che non è capace di gestire un partito. Lo dimostrò con i Ds lo ha confermato con il Pd. E’ un abile affabulatore, che non ha “sostanza” politica.
    Infine una postilla su “Prodi disarcionato”. Ricordiamo che fu proprio WonderWalter ad affondare il Prof con il suo “corriamo da soli” detto al momento meno opportuno.

  3. Water permalink
    settembre 16, 2010 11:09

    Post assolutamente sacrosanto. Da sottoscrivere in pieno.

    Caro sanbitter, scriviamo le cose chiaramente e lasciamo ad altri il politichese.
    “Ha raddrizzato la barca”, “va contestualizzata”…ma per favore!

    Si è scritto in un altro post di tutti coloro che la politica la fanno “dal basso”, ogni giorno, nelle sezioni, nelle strade di quartiere, cercando di coinvolgere e far partecipare quanta più gente possibile.
    E’ per quella gente che E’ NECESSARIO scrivere che Water – e altri come lui – deve togliersi di mezzo, che rappresenta la rovina – la rovina vera – della sinistra italiana e, pertanto, ha contribuito a mettere questo paese nello stato in cui si trova.

    Certo, se ne potrebbero dire tante, si potrebbero trovare dei meriti, ma rimane un personaggio davvero sconclusionato, sconclusionato come pochi, da cacciare alla svelta più per quello che ha fatto che per quello che non ha fatto.

  4. sanbitter permalink
    settembre 16, 2010 20:44

    Va bene ragazzi. “ha raddrizzato la barca” è politichese? “contestualizzare” è politichese? cosa devo fare per farmi capire anche “dal basso”? parlare all’infinito? “Io pensare che walter buono molto molto”.
    Entro nel merito, e scusate se userò concetti complicati.
    A) Ho sempre pensato che a far cadere il Prodi I° non sia stato d’Alema, ma Bertinotti. Ho sempre pensato che a far cadere il Prodi II° non sia stato Veltroni, ma Mastella Dini ed altri pezzi di m.da. Veltroni è intervenuto quando la situazione era già più che compromessa – va bene compromessa o volete l’infinito? -. Dimostratemi il contrario.
    B) Walter è più di un anno che sta fuori dal gioco. Ditemi se la sinistra è stata ricostruita. Bersani dimostra ogni giorno che passa di essere inadatto a guidare questo partito. E’ assente dalla scena politica, non è incisivo, non comunica, si esprime per immagini che solo lui capisce. Non ha una strategia e di tattica neanche a parlarne. In una situazione di crisi economica e crisi politica della maggioranza riesce a perdere voti!
    C) Water, dove vedi i pddini che fanno politica per le strade e nei quartieri? Io qui a Milano non li vedo mica. E oramai l’unico modo per comunicare alle masse è la TV. Ci piaccia o meno, sottovalutare la comunicazione è come lottare contro i mulini a vento. Vi pare che Bersani sappia comunicare in TV?

  5. sim0n3 permalink*
    settembre 16, 2010 21:40

    Aspetta Sanbitter, io non ho acredine nei confronti di Veltroni, ma riporto semplicemente dei fatti accaduti.
    1) Il governo Prodi (II) è caduto per un insieme di fattori, tra cui la scellerata dichiarazione di Veltroni sulla corsa solitaria del Pd alle successive elezioni. Ovviamente Mastella e Dini hanno immediatamente colto la palla al balzo, ma l’assist su un piatto d’argento glielo ha servito W.
    2) Non voglio mettermi a disquisire su chi è meglio fra Bersani e Veltroni. Il nodo del contendere, a parer mio, è che il nocciolo del pensiero veltroniano, cioè il partito leggero senza tessere, senza iscritti, senza sezioni, senza programma e senza alleati, è assolutamente non applicabile in Italia. Punto e basta. La dimostrazione lampante è rappresentata dal risultato delle elezioni del 2008 e dalla situazione che vive attualmente il Pd.
    3) Non conosco la situazione del Pd di Milano e per questo non la giudico. Ti posso però assicurare che qui a Roma in moltissimi quartieri ci sono ragazzi che passano giornate intere in sezione per cercare di far quadrare i conti e migliorare la vita sul territorio.

  6. Water permalink
    settembre 17, 2010 07:15

    sanbitter, mi spiace ma stavolta sono del tutto d’accordo con l’autore di questo blog.

    Non fingere di non capire, i tuoi concetti non sono complicati, sono fin troppo semplici: il “politichese” non si giudica con il metro della minore o maggiore difficoltà.
    Piuttosto, si giudica dalla evidente – smaccata, direi – volontà di non scrivere “pane al pane, vino al vino”.
    E questa non è una questione di semplicità o difficoltà del concetto: puoi anche elucubrare all’infinito sul talento politico di Water Veltroni, sui risvolti profondi del suo fare politica, eppure l’essenza di tutto ciò sta in quel che ha scritto sim0n3.
    Veltroni ha sfidato il nano sul suo stesso terreno, ha spinto sull’acceleratore del bipolarismo, della politica fatta di personaggi televisivi, di slogan, di spot televisivi, alla leggera, alla buona.
    E ha perso e fallito alla grande.
    E se n’è anche andato.
    Dai, diciamo la verità, è un personaggio odioso come pochi ce ne sono in politica.

    Per quanto riguarda il punto A), sono del tutto d’accordo con te. Ma quel che scrivi è uno dei tanti esempi di “politichese”. E’ intervenuto a situazione già compromessa: e allora??

    Per il punto B), sì, è più di un anno che sta fuori dal gioco: e ci sarà un motivo, che ne dici?

    Per la politica nelle strade e nei quartieri, mi fido di quel che scrive sim0n3. Anche io la pensavo come te, poi mi sono ricreduto: evidentemente ero informato male sulla questione, così come lo sei tu adesso.

  7. sanbitter permalink
    settembre 17, 2010 14:33

    Per Water e Simone. (e Stefano I)
    Punto A. La situazione era compromessa o no? Se lo era dipendeva da veltroni? Sapete dirmi il nome di qualcuno che avrebbe potuto vincere, o perdere con minor scarto?

    B) Water non risponde alla domanda. Non ho chiesto per quale motivo WV è stato fuori, ho chiesto se vi pare che nel frattempo i suoi successori abbiano ricostruito la sinistra. Qualche idea in proposito?
    Stefano I. fa notare che WV ottenne solo il 33 virgola qualcosa, non il 34 come va dicendo. Bene sappia che adesso si discute di 24%, e probabilmente con virgola zero.

    C) A livello locale scontiamo la stessa inedia che vediamo a livello nazionale. Purtroppo comincia a mancare il “rapporto con il territorio”. Qui al nord mancano anche uomini in grado di dare forza e visibilità. E soprattutto non si hanno risposte in merito alle tematiche portate dalla lega. Insomma non riusciamo a fermare il fiume in piena.

    D) Sul politichese: “raddrizzare la barca” e “fermare il fiume in piena” non è politichese, al massimo sono metafore. Accusatemi di fare poesia, piuttosto.
    Contestualizzare lo difendo: facile fare i saputi del giorno dopo. Per valutare le scelte fatte allora bisogna calarci nella situazione di allora. Contestualizzare, appunto.

  8. giovanni7 permalink
    settembre 19, 2010 11:52

    Invece è rimasto in Italia per distruggere ancora di più il PD.Il PDL invece si è diviso in Bianchi e Neri.Perchè sta succedendo questo? Ma,per il semplice motivo che gli schieramenti politici tradizionali destra-sinistra e cenro sono entrati in un frullatore e ne è venuto fuori un ‘amalgama di idee comuni a destra e sinistra.Io,vedo bene un governo tecnico formato da persone capaci non legate espressamente alle ideologie che sono morte.Occorre un governo dell’Economia.E soprattutto bisogna cambiare le facce,sempre quelli hanno stufato.

  9. Water permalink
    settembre 19, 2010 12:44

    Uff, sanbitter, basta con questa roba da retori, mi sembri Protagora: è un esercizio stucchevole e non porta a nulla.

    Il nome di qualcuno che avrebbe saputo vincere o perdere con scarto minore?
    Dai, mi sembrano argomentazioni che nemmeno al processo del lunedì…

    Ripeto, sono argomentazioni che non stanno in piedi: ma chissenefrega se ci sarebbe stato qualuno che avrebbe fatto meglio di Veltroni? C’è stato lui, e ha fatto quel che tutti abbiamo visto.
    L’argomento del post è incentrato su Veltroni e non ha senso spostarlo su quel che ha fatto il PD quando lui si è tolto di mezzo, oppure su cosa avrebbero fatto altri (ma chi??) al posto suo.

    Ora il PD discute di 24%? E dunque? Avrà pur contribuito a tale crollo anche il ‘buon’ Veltroni, che ne dici??

    Mi sembra che le tue argomentazioni riflettano la stessa grave mancanza di lucidità di tutto il PD attuale.
    La stessa mancanza di idee, la stessa pesantezza, lo stesso evidente appellarsi a ragionamenti bizantini e noiosi (quel che definisci ‘fare poesia’).

    Eccoti una citazione da Marco Revelli che, essendo sicuramente un po’ più ancorato alla realtà, può fornire un quadro più asettico dell’operato di Veltroni:

    <>.

    Ecco, Revelli cattura in modo mirabile quel che sentono in molti, quel sentimento di rancore dato da quella sensazione che Veltroni ed il suo buonismo ed i suoi discorsi siano profondamente inadeguati alla situazione attuale.

  10. Water permalink
    settembre 19, 2010 12:46

    Pardon, era sparita la citazione…

    La riporto di seguito:
    “Per stare anche noi al gioco del linguaggio mediatico, Walter Veltroni è l’opposto simmetrico del dottor House (protagonista della serie televisiva Dr House-Medical Division, ndr). Il dottor House è il professionista che usa il proprio cattivo carattere per fare il bene. La sua diagnostica è basata sulla ricerca delle verità, anche le più scomode, sul rifiuto dell’ipocrisia, della verità tranquillizzante. Il male va guardato in faccia per essere curato. Viceversa, Veltroni fa il buono per convivere con il male. La sua diagnostica è basata sul racconto edificante del reale, in cui persino il negativo compare per rendere più fulgido il positivo. In cui anche la disgregazione sociale è in funzione dell’ostentazione dei buoni sentimenti. E, soprattutto, in cui il drammatico peso del negativo nell’assetto attuale della società non è riconosciuto come tale. Il male non ha più un’eziologia, non ha più né cause, né soggetti. Appartiene all’ordine delle cose e come tale deve essere gestito”.

  11. sanbitter permalink
    settembre 19, 2010 21:53

    Meno male che Water c’è. Mancano le idee nel PD, certo che si, e io stesso ne ho poche, e quelle poche non coincidono con quelle di Giovanni. Le idee che non ci sono non le hai neppure tu, Water, infatti il tuo post non da una risposta ne un chiarimento. Chi avrebbe fatto meglio di Veltroni (in quella situazione, in quel contesto)? Chissenefrega dice Water. C’era lui la colpa è sua. Questa è l’essenza del biscardismo.

  12. Water permalink
    settembre 20, 2010 07:15

    “Meno male che Water c’è”

    :-))

    “Mancano le idee nel PD, certo che si, e io stesso ne ho poche, e quelle poche non coincidono con quelle di Giovanni”

    Mi sembra un’analisi corretta e puntuale della situazione.

    “Le idee che non ci sono non le hai neppure tu, Water, infatti il tuo post non da una risposta ne un chiarimento”

    Per poter dare una risposta dovrei prima conoscere la domanda.
    Il chiarimento, a mio avviso, sta tutto nella citazione di Revelli.
    Le idee? Sono d’accordo con te, idee davvero risolutive non ce le ho io, non ce le ha l’autore del blog, non ce le hai tu e non ce le ha il PD.
    E questo è un tremendo problema.
    Ed anche per questo la lega ed il suo messaggio sono arrivati ai massimi livelli storici di successo.

    “Chi avrebbe fatto meglio di Veltroni (in quella situazione, in quel contesto)? Chissenefrega dice Water. C’era lui la colpa è sua. Questa è l’essenza del biscardismo”

    No: questa è l’essenza della questione.

    Tutte le altre chiacchiere e le altre elucubrazioni sono solo chiacchiere da bar (leggi: biscardismo).

  13. sanbitter permalink
    settembre 20, 2010 20:16

    “Chi avrebbe fatto meglio di Veltroni (in quella situazione, in quel contesto)? Chissenefrega dice Water. C’era lui la colpa è sua. Questa è l’essenza del biscardismo”

    No: questa è l’essenza della questione.

    Water, questa è la domanda che dici mancare, chi nel 2008 avrebbe potuto perdere con meno scarto di quanto non abbia fatto Veltroni?

  14. sim0n3 permalink*
    settembre 20, 2010 21:25

    Sanbitter, rispondo intanto io, anche se non voglio intromettermi nello scambio con Water che è molto interessante. Non so il nome di colui il quale avrebbe perso nel 2008 con uno scarto inferiore a Veltroni. So che a quel prezzo, e cioè l’appiattimento del partito su posizioni incompresibili, la pretesa di rappresentare praticamente l’intero arco costituzionale e l’uccisione definitiva della sinistra in Italia, quella di W. rappresenta la classica “vittoria” di Pirro.

  15. Water permalink
    settembre 21, 2010 08:11

    sanbitter, anche a me, come a sim0n3, lo scambio sembra interessante.

    Sto sforzandomi di comprendere quel che vuoi scrivere, ma non riesco, con tutta la buona volontà, a delineare il senso della tua argomentazione.

    E, sia chiaro, quando scrivo di “senso” mi riferisco al senso pratico, al “buon senso”, per così dire.

    Su un piano puramente astratto – sottolineo, astratto -, se vogliamo entrare nell’ambito della retorica, dei sofismi, della teoretica pura, possiamo seguire il tuo ragionamento: contestualizziamo, cerchiamo uno che avrebbe potuto far meglio e non c’è…ok.

    Tu sei libero di fare tutto questo, ma io continuerò a chiedermene il senso. Perché per me non ne ha alcuno, sul piano pratico.

    Mi chiedo se per caso ti viene in mente che, quando giornali e media in genere parlano di una sinistra spaccata, devastata da discussioni interne senza né capo né coda, dal parlarsi addosso senza alcun costrutto, ecco, mi chiedo se queste tue argomentazioni non se siano un evidente esempio.

    E mi viene in mente quel periodo storico in cui, in Italia, analoghe discussioni si svolgevano, altrettanto sterili, sullo sfondo dell’ascesa del fascismo che, molto più concretamente, si impadronì del paese e della gente, con il risultato che buona parte della sinistra si ritrovò a proseguire tali discussioni al confino.

    Ecco, vuoi che scriva che no, nessuno, proprio nessuno, sarebbe stato in grado di ottenere un risultato migliore di quello di Veltroni?

    E allora, che cosa cambia?
    Ripeto, cosa cambia?
    Ma a che serve??

    Ribadisco che idee davvero risolutive non ce le ho io, non ce le ha l’autore del blog, non ce le hai tu e non ce le ha il PD e non le ha avute Veltroni.
    E questo è un tremendo problema.
    Ed è il PROBLEMA.

    Nessuno avrebbe saputo far meglio di Veltroni? E se anche fosse? Ti sembra un’argomentazione costruttiva?
    Da questo punto di vista, a me sembra, onestamente, un’argomentazione penosa.

    Mi vuoi dire che nemmeno io ho argomentazioni costruttive da proporre?
    Bene, allora, siccome nessuno di noi ce le ha, cerchiamo di trovarle, che ne pensi?

  16. sanbitter permalink
    settembre 21, 2010 21:01

    No, Water e no Simone.
    Vogliamo abbandonare i sofismi e concentrarci su questioni politiche? Pronto. Ma dobbiamo rileggere (quella) storia.
    Prodi – anche per una debolezza comunicativa della persona – arrancava e non riusciva a portare avanti il governo. Veltroni ancora non è entrato nella nostra storia. I personaggi sono i mastella i bertinotti i pecoraro (tutti rigorosamente con minuscola) e i giornali sono pieni di battibecchi a sinistra di affondi della destra e di tanta amarezza di noi aficionados. Do you remember?
    Fu allora che intervenne Veltroni con il famoso discorso. Fu lui a far cadere Prodi? io dico che ne accorciò l’agonia.
    A quel punto il margine con la destra era di 15 punti. Poteva recuperarli? Con l’informazione tutta a destra e la sfiducia nel paese? Mah.
    Perse di nove. Nel corso della campagna (cito fonti informate ma non pubbliche) arrivò a -6. Con -4/5 Nano al senato non avrebbe avuto la maggioranza. Non avrebbe mai vinto, ma sfiorò il pareggio. Non un risultato disprezzabile. Questa è la storia, arriviamo alla politica.
    Soli si perdeva e si perde anche ora. Veltroni ruppe con bertinotti. Ma bertinotti era già spacciato (e infatti perse tutti i voti). scelse l’alleanza con di pietro.
    E poi fece due errori: alleanza con pannella (clamoroso autogol) e quella interminabile campagna in pulmann che portò poco rispetto all’impegno profuso.
    Non commettendo i due errori non so forse forse…
    Simone dice che WV ha ucciso la sinistra in Italia. Non d’accordo. la sinistra l’ha uccisa Bertinotti tenendo in bilico per anni due governi di Cs, e indebolendone l’azione per motivi tutti suoi. Il merito di Veltroni fu – e lo è anche in questa situazione – di risvegliare una dirigenza del partito assente e una militanza demotivata. E non è poco.

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