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Dopodomani

febbraio 7, 2011

Il pensiero che segue non è il mio, ma è quanto di meglio è stato scritto, quotidiani compresi, riguardo la tragedia del campo nomadi dell’Acquasanta: muoiono a Roma quattro bambini, bruciati vivi. Il sindaco spiega che la colpa è di numerosi impedimenti burocratici. Ah, i bambini erano rom, gli stessi che per anni abbiamo spostato in giro per tutti i municipi di Roma. Domani c’indigneremo, noi di sinistra, dopodomani molti di noi se lo saranno dimenticato (G.C.). Il nodo del grave problema dei rom, a parer mio, sta proprio qui: per molti, anche dalla nostra parte, i nomadi hanno rappresentato e rappresentano solamente un argomento da campagna elettorale, una “questione” da risolvere a colpi di pubblica sicurezza. Poi, una volta passate le elezioni, una volta archiviato uno sgombero forzato, i rom ce li scordiamo, fin quando una tragedia non viene a ricordarci che spesso nella vita non si può scegliere. Per un attimo però. Perché il tempo è denaro. E toglierlo alla lettura delle intercettazioni di Ruby, o all’attesa delle foto di Silvio nudo è un vero delitto.

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