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Dimmi con chi vai…

febbraio 20, 2011

Mentre noi ci trastulliamo coi processi di Silvio, Gheddafi sta sterminando i manifestanti a colpi di RPG. I morti sono ormai quasi trecento. Nel suo sito, la Farnesina invita tutti a non partire per la Libia per ragioni di sicurezza. Strano, perché alla guida del paese nord africano, a sentire il nostro premier, c’è una persona di grande saggezza

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Certi giorni

febbraio 18, 2011
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Certi giorni sono un po’ così. Senti che tutti i tuoi sforzi si fermano davanti all’imponderabile e all’insuperabile. Sono quei giorni in cui apri i quotidiani, giri fra i migliori blog, cerchi e ricerchi, ma il costante ripetersi degli stessi misfatti compiuti dalle stesse persone mette il freno alla fantasia. Insomma sono quelle giornate lì in cui non c’è davvero un cazzo di niente da scrivere.

Non esistiamo più, ma per il resto tutto bene

febbraio 17, 2011

Un gruppo parlamentare nato il 30 luglio 2010 con trentacinque deputati e dieci senatori, che si ritrova sette mesi dopo con nove fuoriusciti e con un fallimento colossale come quello del 14 dicembre alle spalle, obiettivamente fa ridere. Nonostante i tentativi di salvataggio sulla linea di Fini, che oggi si abbandona alla ricerca del soccorso delle urne manco fosse un Silvio qualunque, Futuro e Libertà prosegue su una strada che non porta lontano: quella dell’ambiguità. Una dimostrazione in più del fatto che dietro la scelta del Presidente della Camera di abbandonare Berlusconi non c’era la volontà di creare una destra riformatrice all’europea, ma solo la necessità di ritagliarsi uno spazio più ampio nel centrodestra. Una decisione, per ora, tremendamente somigliante ad un fallimento.

Quasi quasi mi metto ad insegnare religione

febbraio 16, 2011

D’accordo, dovrei prima prendere qualche piccola ripetizione. Però giuro che ci sto facendo un serio pensierino. Perché l’insegnante di religione è l’unica figura professionale che in Italia non risente della crisi economica, né dei conseguenti tagli alla scuola. Nonostante il drastico calo di alunni presenti in aula durante l’insegnamento della materia, e nonostante la riforma stile sanguisuga della Gelmini, i prof di religione quest’anno sono aumentati del 14%. Mica poco. Basta, ho deciso: altro che editoria, giornalismo e comunicazione. Domani rimedio un bel bignami della Bibbia e parto con la mia personalissima crociata. L’obiettivo è conquistare una cattedra di religione e mettere il culo a posto per la vita.

Due note a margine

febbraio 15, 2011

1) Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, commentando la richiesta di processo immediato per Silvio giunta oggi, ha esternato quanto segue: “il fatto che il gip di Milano abbia disposto il processo immediato nei confronti del premier Silvio Berlusconi significa che non ha tenuto conto di quanto votato le settimane scorse dalla Camera, dunque questo è un tema che attiene l’autonomia, la sovranità e l’indipendenza del Parlamento”. Stronzate. La Camera non può decidere (e quindi votare) un bel nulla in merito ai reati contestati a Berlusconi. Può soltanto chiedere alla Corte Costituzionale di intervenire, votando a maggioranza il conflitto di attribuzione.

2) Sono tre giorni che Berlusconi va ripetendo a destra e a manca che Napolitano non può sciogliere le camere senza aver preso prima in considerazione un suo parere. Altre stronzate. Il Presidente della Repubblica può decidere di porre fine alla legislatura in qualunque momento, senza consultare nessuno.

E allora?

febbraio 14, 2011

L’ultimo scoop de Il Giornale, a firma di Paolo Bracalini, è di quelli da far accapponare la pelle: Nichi Vendola, il nuovo leader della sinistra italiana, nel 1979 girava nudo su una spiagga per nudisti. Sì, avete capito bene, nudo su una spiaggia per nudisti. Ma non nudo per modo di dire, nudo nudo. Cose veramente da pazzi. Adesso, gongola Bracalini, per la sinistra si fa davvero dura. Perché alla presidenza del consiglio c’è sì uno che sfrutta la prostituzione minorile, che ha costruito un impero utilizzando denari di dubbia provenienza, che ha corrotto a destra e a manca per far testimoniare il falso nei suoi processi, che ha tenuto un mafioso in casa come stalliere, che ha falsato bilanci ed elargito mazzette alla Guardia di Finanza, ma anche la sinistra con questa gente che gira nuda nelle spiagge per nudisti ne ha di gatte da pelare…

Il fenomeno

febbraio 14, 2011

Delle volte non si dice che ciò che ha scritto un amico (un altro appassionato di quell’amenità, parola di ministro, che è la comunicazione) sia bello o brutto. Delle volte si dice: “perché non l’ho scritto io”. Ecco, il pezzo su Ronaldo che segue è “maledizione perché non l’ho scritto io”…

La prima volta che vidi un gol di Ronaldo era in un vecchio vhs distribuito dal Guerin Sportivo, direttore Italo Cucci. Il Fenomeno arrivava in Italia dopo una stagione strepitosa in Catalogna, per noi, che non eravamo ancora abituati alla velocità e la potenza di George Weah fu un vero choc. I centravanti che giravano in Serie A in quegli anni erano roba pregiata, Batistuta, Vialli, lo stesso Weah. Marco Van Basten aveva appena lasciato il calcio a causa di una caviglia troppo fragile. Ronaldo vestiva la maglia del Barcellona, aveva diciannove anni, era il Fenomeno, due anni prima aveva vinto un mondiale senza giocare un minuto ma si parlava già di lui, nonostante i mostri sacri, Bebeto e Romario, che aveva davanti. Ronaldo era Samba, era la spiaggia di Copacabana, era il Cristo di Rio. Luis Nazario da Lima, bambino nato nella favela di Bento Ribeiro era il Fenomeno, era il sogno di tutti i grandi club d’Europa. Il gol contro il Santiago di Compostela fu qualcosa di pazzesco, palla presa poco dietro la linea di centrocampo, tic tac, destro sinistro, il difensore che strattona la maglia, lui che vola verso la porta, cinque uomini a fare una gabbia intorno a lui, niente da fare. Da quel giorno le gesta di ogni ragazzino che avesse dato un calcio al pallone non sarebbero state più le stesse. Ronaldo faceva il doppio passo, lasciava i difensori sul posto, segnava con semplicità. Aveva diciannove anni, era il più forte giocatore del mondo. Ronaldo dopo ogni gol apriva le braccia, un gesto liberatorio, la Pirelli s’invento la più famosa e bella campagna pubblicitaria degli anni ’90, lui, braccia aperte sulla Baia di Rio. Arrivò all’Inter e lì avvenne la rivoluzione copernicana del calcio italiano. I tecnici studiavano le gabbie per arginarlo, poco da fare, segnava in tutti i modi, destro, sinistro, di testa, su punizione. Ronaldo dettava i ritmi di un calcio ancora troppo lento per la classe del Fenomeno. Dopo i gravi infortuni al ginocchio lasciò l’Inter per approdare alla corte dei Galacticos, decide una coppa Intercontinentale ma non sembra essere più lo stesso, in Spagna gli affibbiano l’epiteto di “El Gordo”, il ciccione. Non dà molta importanza ai giornalisti, continua a segnare, e lo fa con una continuità straordinaria. Quasi un gol a partita, roba da marziani appunto. Le divinità del pallone hanno uno strano modo di abbandonare il calcio, un modo beffardo per dribblare chi per una vita li ha inseguiti con penna e taccuino, oggi Ronaldo si è presentato in sala stampa con i due figli e il presidente del Corinthas, il suo ultimo club. Ha parlato di progetti a favore dei bambini poveri, ha ringraziato i suoi compagni e i suoi avversari, ha parlato della sua malattia e ha perdonato chi per anni ha gettato fango sulla sua persona. Dopo la finale di Saint Denis è stato dato per morto e risorto diverse volte, eppure, il Ronaldo a “metà” ha vinto scudetti, mondiali, palloni d’oro. L’unico cruccio non aver mai vinto una Champions League. Anche Maradona rientra in questa speciale classifica, forse uno scherzo del destino orchestrato dagli dei del calcio a chi, Dio in terra con la palla lo è stato veramente.

L’originale sta qui.